Overdose: il 31 agosto è la Giornata internazionale di sensibilizzazione. Le iniziative a Reggio Emilia

By Editore Aug28,2021 #overdose

L’overdose è definita come un’intossicazione acuta dovuta all’assunzione di sostanze d’abuso che comporta un arresto cardio-respiratorio e, se non si interviene in tempo, il decesso.

Anche a Reggio Emilia si celebra la Giornata internazionale di sensibilizzazione che ricorre il 31 agosto di ogni anno (https://www.overdoseday.com) per promuovere l’attenzione e favorire la prevenzione delle morti correlate all’uso di oppioidi.

Obiettivo della campagna annuale è ribadire che si può evitare la morte non solo astenendosi dalle sostanze ma mettendo in atto comportamenti di tutela da parte del consumatore e della comunità.

In occasione della ricorrenza, il Servizio Dipendenze Patologiche e la Struttura a Bassa soglia d’accesso (SerDP/Drop-in “La Quercia”) dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia propongono attività e momenti di riflessione, insieme agli utenti e agli operatori del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche.

Questo il programma di martedì 31 agosto 2021 nella sede del Servizio a Bassa Soglia di accesso in Via Bocconi:

  • al mattino saranno offerte nozioni di Primo Soccorso e di utilizzo di rimedi (Naloxone) in caso di intossicazione da sostanze e/o stato di incoscienza;
  • il laboratorio “Cura e Benessere del Corpo” del progetto donne del SerDP “REGALATI UNA COCCOLA” e il laboratorio di Arte Terapia del drop-in/SEI Coop. La Quercia offriranno i loro saperi e strumenti relazionali;
  • tra le 11 e le 16 si terrà un momento musicale con il laboratorio di musicoterapia della Cooperativa La Quercia del drop-in/SEI, in collaborazione con gli operatori socio-sanitari dell’AUSL.

Saranno resi disponibili presidi sterili e di tutela per la prevenzione del contagio delle Infezioni Sessualmente Trasmissibili (IST), insieme a materiale informativo sulle sostanze e i loro rischi. Saranno indossati dal personale, inoltre, magliette, camici, gadget e DPI (dispositivi di protezione individuale) decorati con loghi specifici della giornata.

Per informazioni contattare i seguenti: 0522 335059-5057 (Ambulatorio SerDP a Bassa Soglia di Accesso di Via Bocconi) oppure 0522 268194 (Drop-in /SEI).

La dipendenza da sostanze in tempo di pandemia
L’emergenza epidemica da Coronavirus ha determinato, a partire dallo scorso anno, un crescente aumento del malessere psico-sociale e degli episodi di consumo di sostanze. L’ultima Relazione al Parlamento sul Fenomeno delle Tossicodipendenze (DPA, 2021), conferma come l’eroina continui ad essere la sostanza prevalentemente associata ai decessi per overdose: nel 2020 il 56% dei decessi è dovuto al consumo di oppiacei (136 sono stati i casi correlati all’eroina, 35, in aumento, quelli a metadone). In tutto il mondo, i decessi attribuibili al consumo di droga per più del 70% sono correlati agli oppioidi (Global Burden of Disease, 2017). Analogamente, secondo i dati Europei, il 76 % dei decessi per overdose segnalati nell’Unione europea, nel 2019, sono attribuibili agli oppiacei (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, 2021).

Overdose
Overdose non significa “solo eroina”: la cocaina è la droga illecita più comunemente usata tra i pazienti che si presentano ai pronto soccorso ospedalieri e tra le cause più frequenti di decessi correlati alle droghe segnalati dai medici legali (Rocha de Almeida, 2014). È, inoltre, la seconda sostanza psicotropa illecita più utilizzata (seconda solo alla marijuana) nel mondo. In Italia, le ospedalizzazioni “direttamente attribuibili all’uso di cocaina” sono aumentate di 13 punti percentuali dal 2010 al 2019 ed i decessi per overdose (69 in tutto) di 12 punti percentuali (DPA, 2021).

Accoglienza, tutela, comunicazione adeguata
Si conferma fondamentale l’attività di accoglienza e tutela delle persone con disturbi d’uso, la loro inclusione e la loro promozione nella comunità; irrinunciabile la difesa dei loro diritti e la difesa delle loro vite. Sono strategici interventi preventivi delle overdose che possono aiutare:

  • sensibilizzare la comunità di cittadini e dei professionisti sanitari sull’importanza di collaborare per aumentare la informazione, ridurre lo stigma sulle morti correlate all’uso di droghe e rendersi capace di intervenire per riconoscere e soccorrere una persona in overdose;
  • raggiungere una capillare diffusione del naloxone, erogato gratuitamente in tutti i servizi che si occupano di cura delle dipendenze e di riduzione del danno, in quanto farmaco salvavita nelle overdose da oppiacei grazie all’azione antagonista con cui contrasta la depressione respiratoria indotta dagli oppioidi;
  • istruire i consumatori e frange sempre più ampie della popolazione sull’attivazione dei soccorsi, delle manovre di Rianimazione Cardio – Polmonare (BLS) e di Primo Soccorso e sull’uso del naloxone, farmaco salvavita senza obbligo di prescrizione (SOP), ritirabile senza prescrizione medica nelle farmacie e somministrabile anche da non sanitari.

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