Covid, la preoccupazione dell’Ausl: contagi tornati al punto di gennaio

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Il “cauto pessimismo” espresso sette giorni fa dai vertici dell’Ausl reggiana sui possibili sviluppi della pandemia e’ ora diventato “preoccupazione”. Il Covid e’ tornato a galoppare in provincia di Reggio Emilia “riportandoci indietro alla situazione di fine gennaio, quando invece speravamo di poterci concentrare sui vaccini”, commenta il direttore generale dell’Azienda sanitaria Cristina Marchesi.

“La situazione ci preoccupa molto – prosegue – anche per la velocita’ con cui questa ripresa e’ avvenuta e oggi torna fondamentale l’attivita’ di tracciamento, che abbiamo esteso anche ai contatti non stretti”. I numeri forniti nell’aggiornamento di oggi sono di quelli da far tremare le vene ai polsi. I nuovi casi positivi, che da un po’ di tempo si mantenevano poco sopra i 100, sono schizzati ieri a 258, con una previsione non dissimile per la giornata di oggi.

Conteggiati su 100.000 abitanti, i contagi passano invece da 136 a 220. Il numero di tamponi effettuati dai sanitari, che si attestava a 1.300 al giorno e’ aumentato ieri a 2.000, impegnando di nuovo su un altro fronte le risorse dei camici bianchi. “Chi sara’ chiamato a fare il tampone – chiede Marchesi – non deve rimandare l’appuntamento come stiamo vedendo, perche’ in questi casi la tempestivita’ e’ fondamentale”. Anche dal punto di vista ospedaliero, conferma il direttore del presidio Giorgio Mazzi, “e’ stata una settimana molto impegnativa perche’ e’ cambiato lo scenario in cui comunque dobbiamo dare una risposta anche ai pazienti di altre patologie”.

Gli accessi complessivi nei Pronto soccorso della provincia, in dettaglio, sono 324 al giorno contro i 295 della settimana precedente. La media giornaliera dei covid positivi negli accessi passa da 22 a 30. Di conseguenza sale la percentuale dei positivi sul totale degli accessi: dall’8 al 9%. Non va meglio per quanto riguarda i ricoveri: i pazienti Covid sono aumentati dall’11 e mezzo al 16% e la loro percentuale sul totale dei ricoverati e’ raddoppiata negli ultimi 15 giorni (dal 6,8 al 12%). I ricoverati al giorno affetti dal virus sono passati da 136 a 159, con una punta nell’ultima settimana di 174.

Sono infine “al limite della capienza” le terapie intensive, che vedono 28 pazienti ricoverati (11 no covid) tra Reggio Emilia e Guastalla. Una situazione comune a quella delle altre province, spiega Mazzi, “che non consente quindi di trasferire pazienti”. Per “evitare il 70% di margine di occupazione dei posti letto, oltre il quale sorgerebbero problemi difficilmente risolvibili, abbiamo riconvertito di nuovo per pazienti covid 10 letti di medicina cardiovascolare, tutta la medicina di urgenza di Reggio e il settore ortogeriatrico”, fa sapere il professionista.

La campagna di vaccinazione continua intanto a spron battuto e registra una novita’. Questa mattina, dopo la “maretta” dei giorni scorsi, e’ stato raggiunto l’accordo “operativo” tra l’Ausl e la Federazione dei medici di base per consentire le vaccinazioni del personale della scuola. I reggiani vaccinati alle 12 di oggi erano 25.500, di cui 14.000 immunizzati dalla seconda dose (Dire).