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Leishmaniosi, aumentano i casi in Emilia

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Leishmaniosi, aumentano i  casi in Emilia

La Leishmanosi – grave malattia che colpisce tanto i cani quanto l’uomo e che si trasmette attraverso la puntura di un piccolo insetto chiamato flebotomo (o pappatacio) – ha registrato negli ultimi anni un forte incremento di casi umani in Emilia, con due decessi registrati nel 2017.

E’ per questo motivo che a giugno a Bologna moltissimi medici veterinari, medici umani e farmacisti del territorio hanno aderito all’incontro organizzato da MSD Animal Health per informare le principali figure di riferimento dei pet owner sulla situazione attuale della Leishmaniosi nella zona e sui suoi sviluppi.

Tra i relatori, due importanti figure del settore a livello locale, il Dott. Natalini, medico veterinario Direttore della U.O (Unità Operativa) Veterinaria di Sanità Animale e il Dott. Todeschini, dirigente medico del Dipartimento di Sanità Pubblica, entrambi dell’Azienda AUSL di Bologna, hanno condiviso con il pubblico il loro lavoro a stretto contatto con il territorio ed hanno rimarcato quanto sia fondamentale presidiarlo con azioni di monitoraggio.
La Leishmaniosi in Emilia Romagna fa paura ed allarma l’opinione pubblica ed il Dott. Todeschini puntualizza: “Si tratta di una realtà da tenere sotto stretto controllo attraverso il monitoraggio e la massima protezione dalle punture del vettore di tutti i cani”. Dall’incontro sono emerse due fondamentali raccomandazioni: da un lato, l’importanza di effettuare costanti controlli e dall’altro diproteggere i cani sia sani sia infetti e malati con prodotti ad attività repellente. E per i cani sani, valutare la pratica della vaccinazione, che pur non proteggendo dall’infezione protegge dallo sviluppo della malattia. “Il monitoraggio dei cani così come l’applicazone di prodotti repellenti è una questione di salute pubblica”– ha affermato la Prof.ssa Kramer – “Ed è qui che il medico veterinario gioca un ruolo fondamentale, incoraggiando tutti i proprietari di cani ad adottare prodotti ad attività repellente, in particolar modo in quelle zone dove è stata attestata la circolazione del flebotomo”.

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