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Gaia, maestra di trucco permanente: «Aiuto le donne a sentirsi di nuovo belle»

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Gaia, maestra  di trucco permanente: «Aiuto le donne  a sentirsi di nuovo belle»

E’ uno dei master italiani che ha partecipato al congresso mondiale di Rotterdam sulla dermopigmentazione.

Gaia Martoccia lavora a stretto contatto con pazienti oncologiche : «Restituire loro la femminilità è la mia missione»

Non è reggiana ma è come se lo fosse. Gaia Martoccia, 35 anni originaria di Matera, partita giovane dalla Basilicata è durante gli studi in Economia e Marketing a Milano che decide di esplorare un campo sconosciuto ancora per molti, quello della dermopigmentazione o trucco permanente.


Gaia, il tuo percorso in questo campo non è stato lineare, sei partita da tutt’ altro.
Si, mi sono laureata alla Bocconi in Economia e Marketing con ottimi risultati, ho preso 110 e lode.
Poi tra la triennale e la specializzazione mia madre Pina si è ammalata di cancro al seno e tutto è cambiato.


In che senso?
La malattia di mia madre mi ha richiamato a Matera, anche perchè in quel periodo ero quella più libera. Ho vissuto il dramma di un percorso difficile, come quello oncologico. Lì sono entrata in contatto con la dermopigmentazione post intervento al seno e mi si è aperto un mondo.


Com’ è stato il primo impatto?
Un colpo di fulmine non c’è che dire. Dopo l’intervento di mastectomia il chirurgo ha ricostruito il seno di mia mamma, per poi dare una forma realistica all’aureola. Allora,parliamo di dieci anni fa circa, erano in pochi a utilizzare quel tipo di tecnica. Il medico ha voluto finire il suo lavoro ma non era prassi comune dare una forma realistica al seno. Molto spesso è il contrario, i chirurghi una volta tolto il tumore e messa la protesi non si preoccupano di altro. Ricordo di essere rimasta piacevolmente sorpresa dai risultati che ha avuto su mia madre.


Poi però hai ripreso la specializzazione alla Bocconi.
Si, sono una brava ragazza dopotutto. Ho ripreso gli studi e dopo la laurea ho inviato candidature a diverse aziende della zona. Dopo tanto tribolare ho fatto il colloquio con un’imprenditore di Sassuolo che mi ha lasciato un pò l’amaro in bocca.


Perchè?
Ricordo che lui mi fece determinate domande, alcune molto intime. Mi chiese se fossi sposata, se avessi intenzione di fare figli. Fu molto netto sul fatto che l’azienda non aveva piacere che io potessi avere figli ma alla fine mi assunse.


Cosa è successo quando poco dopo sei rimasta incinta?
Quello che succede a molte donne. Mi hanno licenziata. Nemmeno a dirlo, mi sono sentita avvilita, frustrata ma non mi sono abbattuta.


Come hai superato l’empasse di quel momento?
Ho fatto la mamma per 13 mesi, poi Greta è stata accettata al nido e da lì ho deciso di aprire la partita iva e diventare operatore di dermopigmentazione.


C’è stato qualcuno che ha contrastato la tua scelta?
All’inizio praticamente tutti. La mia famiglia non riusciva a capire di che lavoro esattamente si trattasse e sollevava mille dubbi. Io però sono andata dritta e ho iniziato a raccogliere i soldi che mi servivano per frequentare il primo corso di formazione.


Che ricordo hai di quell’esperienza ?
Molto brutto. Il corso si è rivelato essere una mezza truffa. Si teneva a Taranto, io avevo fatto una supplenza per guadagnare le 600 euro che mi sarebbero servite per sostenere i costi di trasporto e le altre spese. Una volta tornata a Reggio ho iniziato a studiare come una matta.


E’ stato difficile avviarsi nel campo del trucco permanente ?
Si, i primi mesi avevo affittato una cabina a Scandiano ma le richieste cominciavano a salire e ho dovuto aprire uno studio a Reggio. I primi passi li ho mossi anche grazie al web.


Devi ringraziare gli studi alla Bocconi per questo.
Si, grazie alle conoscenze di social marketing ho aperto la pagina Facebook. E’ da lì che gestivo le richieste. Il primo mese, l’intero guadagno l’ho investito in un master formativo e ho continuato ad investire sulla mia preparazione.


Costano molto i corsi?
Si. Alcuni corsi costano diverse migliaia di euro però questo è un lavoro che ti permette di avere entrate importanti.


Poi ti sei specializzata nel campo della ricostruzione di aureole in 3d.
Si, ho fatto questo corso a Milano e continuo a prepararmi. Nel 2016 eravamo 5 allieve in tutta Italia e ho visto cosa potevo fare per le pazienti oncologiche. E’ un campo ancora inesplorato e ho trovato grazie al CORE di Reggio e al dottor Castagnetti un modo per farlo conoscere alle donne. Lavoro insieme ad altre volontarie con le pazienti che vengono al centro ospedaliero a fare chemio e radioterapia. Abbiamo allestito una sorta di ‘saletta Spa’ con candele e banchetti dove le trucchiamo, facciamo i capelli e spieghiamo loro le diverse tecniche di trucco permanente che possono aiutarle come ad esempio rinfoltire ciglia e sopracciglia.


Come si fa un’aureola in 3d?
Si tratta di un intervento paramedicale che va a sostituire il vecchio metodo di trucco permanente applicato al seno. Prima a una donna che aveva subito un’intervento alle mammelle con la successiva protesi, il capezzolo e l’aureola erano disegnati con il classico ‘bollino’. Una specie di tatuaggio piatto, senza volume. La mia tecnica prevede una ricostruzione tridimensionale, vicina alla realtà. Trattandosi di un intervento, i valori delle pazienti devono essere nella norma quindi prima ricevo le analisi e il nulla osta dai medici poi procedo.


Le donne apprezzano?
Assolutamente. Mi commuovo ogni volta. Alcune mie clienti dopo aver battuto il cancro si sono sentite menomate per questo e riuscire ad aiutarle concretamente è fondamentale. I risultati sono eccezionali.


Quanto costa un’aureola in 3d?
Il costo è di circa 300 – 350 euro. Questo è un punto dolente. Ad oggi non tutti se lo possono permettere. La mia battaglia personale è riuscire a garantire un servizio, che considero essenziale, a tutte le pazienti. Ho bussato a diverse porte ma non c’è stato ancora nulla di concreto. Speriamo si muova qualcosa.


Sei stata invitata al congresso mondiale di Rotterdam. Come hai vissuto tutto questo?
Arrivare al congresso mondiale di Rotterdam, tra i big del campo della dermopigmentazione è stata una soddisfazione enorme. Essere stata scelta dagli organizzatori mi ha riempito di orgoglio anche se ero un pochino agitata. Parlare davanti ad una platea di 5mila operatori del settore metterebbe ansia a chiunque. E’ stata un’ esperienza fantastica, mi sono trovata a lavorare fianco a fianco di alcuni tra i più bravi al mondo in questo campo.

Cosa diresti ad una ragazza in procinto di intraprendere il tuo stesso percorso lavorativo?

Le direi di prepararsi e di studiare. E’ un campo che può sembrare duro ma con la buona volontà e tanta determinazione porta a risultati concreti e soddisfacenti. Per me è stato così.

di Morena Iapaolo

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