Che cos’è il Social Recruiting?

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Fare recruiting significa ricercare figure professionali in linea con le caratteristiche della posizione scoperta (vacancy). Questo vuol dire che i professionisti della selezione sono impegnati a trovare non solo persone disponibili, ma soprattutto con competenze che possano soddisfare le esigenze manifestate dall’azienda. Il mercato è molto competitivo, alcune figure professionali sono molto ricercate e la necessità di introdurre in tempi stretti le risorse nel sistema lavorativo, sono fattori che complicano il lavoro delle Risorse Umane.

Quindi la ricerca del profilo “giusto” non può più prescindere da una strategia che non tenga presente il ruolo fondamentale delle piattaforme social, che possono fornire informazioni importanti o più semplicemente una platea di potenziali candidati più ampia. Si parla di Social Recruiting quando l’attività di ricerca e selezione del personale avviene anche tramite l’utilizzo dei social network.

Ma quali sono i social network maggiormente utilizzati dai Recruiter?

Le statistiche rilevano che le aziende che utilizzano i social media per fare recruiting scelgono nel 94% Linkedin, nel 88% Facebook, nel 57% Instagram e nel 37% Twitter. In linea generale reclutare tramite social significa ottenere una grande mole di candidature, che possono essere più o meno pertinenti. Per questo motivo il social recruiting si ottimizza tramite la scelta dei canali giusti in base al target ricercato e tramite una comunicazione adeguata al social scelto. Vediamo i principali. Partiamo da LinkedIn che rappresenta senza dubbio la piattaforma privilegiata sia dai candidati che dai recruiter.

Visitare le vetrine profilo dei candidati in Linkedin significa valutare soprattutto la puntualità delle informazioni inserite, la storia professionale e le modalità di presentazione della stessa.

Attraverso i social network Linkedin e Twitter è possibile entrare in contatto con persone di una fascia di età media che varia dai 35 ai 54 anni ma anche più occupati e con istruzione più elevata. Come per Linkedin anche Twitter raccoglie la presenza di un numero elevato di professionisti ma offre in più la possibilità del contatto diretto tramite DM (direct message).

Anche in Twitter la netiquette impone di curare le informazioni del profilo e soprattutto twittare ovvero “farsi sentire” in rete, produrre o condividere argomenti inerenti al mondo del lavoro ed alla propria professione. Il social network più diffuso è Facebook, che è senza ombra di dubbio una piattaforma in cui trovare informazioni utili. Nell’attività di ricerca, il recruiter porrà molta attenzione nel valutare la scelta della foto profilo e la precisione delle informazioni inserite dal potenziale candidato. In Facebook è possibile intercettare candidati giovani anche in cerca di prima occupazione e professional con un livello di istruzione inferiore rispetto a Linkedin e Twitter. Infine Instagram che negli ultimi anni ha avuto una crescita esponenziale divenendo sempre di più un’opportunità per il social recruiting. Instagram Stories ha cambiato ancora una volta le regole grazie alla temporaneità delle stories.

E’infatti possibile ricevere un numero maggiore di profili in un tempo molto rapido perché la pubblicazione del JobAdv (pubblicazione annuncio di lavoro) suggerisce di attivarsi subito per rispondere all’offerta. Instagram è il social ideale per reclutare giovani risorse con minima esperienza lavorativa e in fascia d’età dai 19 ai 24 anni. Tutti i social network che abbiamo visto offrono grandi opportunità di employer branding, per costruire una strategia di acquisizione di talenti efficace. Per quanto riguarda la diffusione in Italia, come anticipato, Facebook è il più diffuso con circa 31 milioni di utenti attivi, Instagram segue con 19 milioni di utenti, Linkedin con circa 15 milioni e mezzo di utenti e infine Twitter con circa 8 milioni e mezzo di utenti.

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