Elena, una ‘resdora’ single in cucina: “Porto con me l’animo godereccio dell’Emilia”

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Arriva da Fabbrico e fa la cuoca a domicilio. I suoi piatti, ispirati alla migliore tradizione reggiana hanno conquistato le tavole milanesi e il web.

Elena Mazzali è una vera e propria ‘manager della casa’. «C’è mia nonna dietro tutto questo»

Che cosa ci fa una resdora a Milano? Lo abbiamo chiesto a Elena Mazzali, 33 anni da Fabbrico, che ha fatto della tradizione emiliana il suo ‘vessillo regale’. Trapiantata tra i grattacieli lombardi dal 2016, la reggianissima Elena entra nelle cucine dei milanesi con le ricette tramandatele da nonna Olferina. Oggi fa la cuoca a domicilio, sul suo portale condivide emozioni e sentimenti ma l’anima è quella da vera resdora.


Elena, come hai deciso di fare la cuoca a domicilio?
In realtà un pò è capitato. Da piccola sono stata cresciuta come una brava donna di casa. Ho seguito il percorso di mia nonna Olferina, noi la chiamavamo affettuosamente nonna Poppi. Da dodicenne uscivo con lei per accompagnarla a far la spesa o andare al mercato. La passione per la cucina ce l’ho sempre avuta.


Dopo le superiori c’è stata l’università e poi Milano…
Si ho preso il diploma da tecnico di gestione aziendale, frequentavo l’istituto Iodi a Novellara, insomma tutt’altra cosa rispetto a quello che faccio adesso. A casa avevamo un pò la fissa dell’azienda, poi all’università ho fatto Comunicazione e Marketing e dopo è arrivato il master in Comunicazione digitale. Sono finita a Milano dopo i 30 anni.


Una scelta sofferta?
E’ stata una scelta, punto. Ho lasciato tanti affetti a Fabbrico ma non ripiango nulla, anzi. Ora mi sento a casa.


Dal mondo della comunicazione al food and beverage, come hai fatto il ‘grande passo’?
All’inizio ero in un’agenzia di comunicazione milanese, dopo qualche mese mi sono buttata nel mondo del free lance. Ho cercato di individuare il trend del momento e il mondo del food and beverage mi è sembrato quello più vicino a me.


Poi è arrivato il blog e dopo i primi lavori
Ho iniziato a fare gli show cooking e i work shop come fanno tutti in questo campo. Appena arrivata a Milano ho sentito subito che quella realtà mi apparteneva anche se poi ci ho messo un pò a trovare la mia vera anima. Mi sono scontrata con i modi di fare differenti dai miei. Alla fine però ho trovato la quadra. Da lì ho scelto il mio hashtag… e sono partita.

#unarasdorasingleincucina, spiegaci il significato del tuo hashtag

E’ un pò lungo ma non avrei potuto eliminare nessuna parola. Resdora (italianizzato rasdora, ndr) perchè racchiude il senso di quello che faccio. Come ci hanno insegnato le nostre nonne reggiane, la resdora come vuole tradizione, non solo cucina ma cresce i figli, organizza ogni aspetto della casa, da quello economico a quello educativo e sociale. E poi insegna alle ragazze della famiglia a diventare donne, e questo è fondamentale. Diciamo che è un pò la manager della casa. Il mio scopo è far vivere quel mondo lì. La parola single è si, il riassunto della mia situazione sentimentale attuale ma vuole richiamare soprattutto la necessità di ritagliarsi un proprio spazio, anche in coppia. La cucina per me è questo, un modo per decontrarre me stessa. Il blog è un modo per condividere con gli altri i sentimenti legati alla mia tradizione, quella emiliana.


Entriamo nel dettaglio , cosa cucini e come hai conquistato i milanesi a casa loro ?
Innanzitutto penso a cosa cucinare periodicamente, cerco di mettere in lista due o tre ricette al mese, dipende tanto anche dalla stagionalità dei prodotti che vado ad utilizzare. Fisso l’appuntamento con il cliente e dopo aver fatto un sopralluogo (anche a distanza) vado lì e cucino le mie proposte. Faccio piatti versatili come ad esempio la crema di parmigiano reggiano o un patè di sgombro che possono andare bene sia da soli che usati come condimento.


Da brava rasdora fai anche ricette ‘salva denaro’?
Beh si, cerco di dare consigli su come fare buoni piatti con quello che si ha nel frigo, senza che si debbano spendere soldi inutili E’ un modo per non sprecare cibo. Ho pensato anche ad un’agenda mensile con la quale tenere una sorta di diario alimentare.


Fai tutto da sola ?
Si, seguo tutto da me. Mio zio per scherzare mi chiama ‘la direttrice. Un pò ha ragione, mi piace stare dietro a tutto.


Quali sono i tuoi cavalli di battaglia in cucina ?

Beh non possono mancare le crostate della nonna, i tortelli e l’erbazzone.


Erbazzone, ricetta classica?
Assolutamente si. Con l’erbazzone non si può fare altrimenti.


Elena, i tuoi progetti per il futuro?
Sicuramente vorrei continuare a fare quello che faccio, portare l’animo godereccio emiliano in mezzo al grigiore cittadino. Questa per me è l’idea di felicità.


Se dovessi lasciare il pianeta domani cosa porteresti con te?
Mi porterei qualcosa della mia Emilia… l’erbazzone, solo quello. Non avrei bisogno di nient’altro.

di Morena Iapaolo

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