Guaidò chiede appoggio dell’Italia

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L’autorpoclamato presidente ad interim del Venezuela, Juan Guaidò, chiede il riconoscimento dell’Italia. “Faremo tutto il possibile affinché il governo italiano aggiunga il suo appoggio, per noi importantissimo, al resto dell’Unione Europea“, ha detto Guaidò al ‘Corriere della Sera’. “Ci sono molti italiani italo-venezuelani con un passaporto dell’Italia o il diritto di averlo. Il governo italiano deve tenerlo presente e avere una responsabilità nei loro confronti, ma anche con la causa della libertà e della democrazia che noi difendiamo”, ha sottolineato in un’altra intervista, concessa a ‘Il Giornale’.

“Non è facile per noi capire la politica italiana o le difficoltà interne del vostro governo ad assumere certe posizioni”, dice Guadò al Corriere, aggiungendo che forse anche il reso del mondo “ha difficoltà” a capire quanto è accaduto in Venezuela. Nel nostro Paese, spiega, ci sono stati 250mila morti negli ultimi 15 anni per la violenza e la repressione del regime di Nicolas Maduro, un vero “bagno di sangue”. “Se i governi europei vogliono contribuire a fermare tutto questo devono muoversi in blocco affinché le forze che ancora sostengono Maduro sentano tutto il peso della pressione diplomatica e politica dell’Europa”, sottolinea Guaidò, ricordando al governo italiano che sul palco della manifestazione di domenica a Caracas c’erano anche rappresentanti della comunità italiana.

“Spero che il governo italiano ascolti con attenzione il loro messaggio”, ha sottolineato. Al quotidiano di via Solferino, Guaidò spiega inoltre di attendere “con ansia” le decisioni nelle prossime ore di Francia, Spagna, Regno Unito e Germania che hanno promesso il riconoscimento della sua presidenza. “Sono stati loro i più solidali con noi”, rimarca, parlando di un “appoggio fondamentale”.

Quanto alla creazione di un gruppo di Contatto con paesi europei e latino americani, Guaidò sottolinea che “tutte le forze democratiche in Venezuela pensano che le possibilità di dialogo con il governo di Maduro si siano esaurite”. “Se i governi del Messico, Uruguay e quelli europei” voglio contribuire a fermare la violenza del regime di Maduro, dice ancora Guaidò al ‘Giornale’, “devono unirsi al pressing politico e diplomatico per convincerlo a iniziare la transizione del Venezuela verso la democrazia”.

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