Una grave perdita

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Boris ha 18 anni, a stento si regge sulle zampe posteriori, vaga per la casa scambiando il giorno per la notte alla ricerca di una ciotola d’acqua per placare una sete maledetta provocata da una grave malattia.

Siamo nel salotto, il cane si avvicina alle gambe della proprietaria, lei lo prende in braccio, Boris si adagia sul suo grembo e sfinito socchiude gli
occhi e si addormenta all’istante.

Oliver invece di anni ne ha solo 12, è un pastore Tedesco, da alcuni anni una mielopatia degenerativa, inesorabile patologia tipica di questa
razza lo sta lentamente portando alla completa insensibilità della parte posteriore del corpo. Oliver è ancora lucidissimo, in ambulatorio, conserva ancora il suo atteggiamento remissivo che aveva sin da cucciolo; orecchie basse, coda bassa e occhi puntati sulle vie di uscita. Anche Oliver è sfinito, la degenerazione del midollo spinale non gl permette nemmeno più di controllare le sue principali funzioni organiche.
Come Medico Veterinario negli ultimi anni ho dovuto sempre più indirizzare la mia attenzione e preparazione su aspetti non esclusivamente di stampo terapeutico imparando a valutare la salute animale non solo come assenza di malattia, ma anche come condizione di benessere sia fisico sia etologico in tutte le fasi della vita, dalla nascita alla morte.

Parlare di morte negli animali non può esimermi di parlare di eutanasia, tema che non si affronta mai volentieri ma di cui spesso noi Veterinari dobbiamo parlare, riflettere e confrontarci con i nostri clienti.
Il rispetto del benessere, l’attenzione al dolore, alla sofferenza, allo stress, al disagio fisico ed etologico ci impegna ad affrontare il tema dell’eutanasia da un punto di vista morale e comprendere l’importante valenza di quest’atto medico.

L’eutanasia è un atto Medico che mi coinvolge e spesso “sconvolge” emotivamente e mi vede protagonista materiale e importante riferimento per il proprietario nel momento di distacco dal suo animale. Il mio dovere è di preparare, spiegare e condividere la decisione che i proprietari in questo tragico momento non sempre sono in grado di prendere; è mio dovere, quindi, dopo aver valutato la situazione clinica, comportamentale, ambientale e relazionale nel suo insieme,accompagnare e sostenere il proprietario in questa difficile scelta.

Ritengo siano le emozioni a scandire la vita e non il tempo. È proprio in questo momento che un fiume di ricordi inonda la nostra mente. Lo sconforto, la rabbia, l’ansia, la paura, l’egoismo ci tolgono ogni sprazzo di lucidità. Le emozioni si aggrovigliano tra loro, la confusione prende
il sopravvento, ci toglie ogni forza, ci spegne l’anima e desidereremmo che tutto fosse solo un brutto sogno. I nostri animali anche quando non ci sono più rappresentano importanti punti di riferimento dei nostri ricordi, dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. I nostri animali, i nostri amici intelligenti e discreti che non ci hanno mai giudicato, compatito o rifiutato.Il proprietario di Oliver desidera stare vicino al suo cane mentre gli faccio l’anestesia che precede l’eutanasia. Oliver ora dorme, l’unica parola che il proprietario riesce a dire tra i singhiozzi è “allucinante”.

Si, hai proprio ragione, è davvero allucinante e vorrei dire a lui e alla proprietaria di Boris che la loro scelta, la scelta dell’eutanasia è la
forma più alta di libertà e di amore.

Ora, in questo preciso istante, una parte importantissima di noi e della nostra storia se n’è andrà con loro.

Marco Catellani, Medico Veterinario

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