Jean Dubuffet – Esposizione, in corso a Palazzo Magnani fino al 3 marzo 2019

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Martedì 22 gennaio 2019, alle ore 17.00, la sala dello Stabat Mater della Biblioteca dell’Archiginnasio a Bologna (piazza Galvani 1) ospita la presentazione della mostra e del catalogo (Skira) Jean Dubuffet, L’arte In Gioco. Materia e spirito 1943-1985, in corso fino al 3 marzo a Palazzo Magnani a Reggio Emilia.

Intervengono alla serata Renato Barilli, presidente comitato scientifico della mostraMartina Mazzotta, curatrice della mostra, Adolfo Tura, autore in catalogo.

L’esposizione curata da Martina Mazzotta e da Frédéric Jaeger, presenta una selezione di 140 opere – dipinti, disegni, grafiche, sculture, libri d’artista, dischi – provenienti principalmente dalla Fondation Dubuffet di Parigi e dal Musée des Arts Décoratif di Parigi, nonché da musei e collezioni private di Francia, Svizzera, Austria e Italia, oltre a un nucleo di 30 lavori di protagonisti storici dell’art brut, realizzato in collaborazione con Giorgio Bedoni.

Jean Dubuffet (1901-1985) è stato uno dei massimi artisti del XX secolo. Grande homme-orchestre, dopo una carriera da commerciante di vini ha saputo divenire pittore, scultore, incisore, scrittore, pensatore, musicista e collezionista, in un processo continuo di ricerca e invenzione che ha pochi confronti nella storia dell’arte.

Spesso definito inclassificabile e iconoclasta, egli ha incarnato al contempo la figura di artista-artigiano-umanista, offrendo forse l’ultima grande avventura della pittura nel Novecento, quella di un eroe che ha avuto il coraggio di rimanere autonomo e coerente e di non cedere alle insidie del sibilo incantatore della “morte dell’arte”.

Il volume in presentazione, con la mostra che lo accompagna, intende ripercorrere tutti i cicli via via sempre nuovi e originali che ne hanno caratterizzato la vita d’artista, in un flusso dinamico e inesauribile di invenzioni che sottintendono una grande apertura ai fatti della vita, alle meraviglie ma anche alle miserie del mondo.

Il quadro è quello di una impostazione di pensiero molto forte che dialoga consapevolmente con le posizioni teoretiche di grandi pensatori, scrittori, artisti del secolo.

La polarità tra spirito e materia, che i due curatori di questo progetto mettono in luce anche nel titolo, risulta centrale per comprendere il gioco dell’arte di Dubuffet, un gioco che ha sovvertito le regole condivise per impostarne con rigore di nuove e inattese, un gioco che sempre s’intreccia con la realtà e con la vita.

Una sezione finale del volume presenta una serie di autori storici dell’art brut, celebrando la figura di Dubuffet quale studioso e collezionista di queste forme di espressione. Viene inoltre riproposto un florilegio di scritti dello stesso artista – “mago stanco”, come si era definito, eppure infaticabile – che rappresentano in ogni caso le migliori chiavi d’accesso al suo regno.

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