Coop Alleanza 3.0 annuncia 700 impiegati in esubero

0
273

Il piano di riorganizzazione post-fusione annunciato nei giorni scorsi da Coop Alleanza 3.0 preoccupa i sindacati. La revisione, stima la Filcams-Cgil di Modena, avrebbe come effetto “la riduzione di ben 752 persone fra gli impiegati delle sedi amministrative su base nazionale, gran parte dei quali nei territori emiliani“.

L’obiettivo del colosso della grande distribuzione e’ mandare in porto l’operazione con un “impatto occupazionale zero”, sia attraverso incentivi all’esodo volontario rivolti a chi e’ vicino al pensionamento, che mediante ricollocazioni all’interno dei punti vendita. Coop Alleanza occupa a Modena circa 2.400 persone, in prevalenza donne.

Nelle sedi amministrative sono impiegate oltre 400 persone, ricorda il sindacato. “Si tratta quindi di una delle piu’ importanti realta’ economiche del nostro territorio, e deve essere alta l’attenzione generale a quanto in essa accade”, ammonisce Laura Petrillo della Filcams modenese.

“Al momento della fusione tra le tre cooperative, Estense, Adriatica e Nordest, era stata annunciata la volonta’ di lavorare ad una razionalizzazione delle attivita’ svolte nelle sedi, a partire dalle tre principali Modena, Reggio Emilia e Bologna. Cio’ nonostante colpisce negativamente la dimensione degli esuberi annunciati e la tempistica, col 60% degli esuberi previsto gia’ nell’anno in corso”, osserva la sindacalista.

“La Filcams-Cgil di Modena e’ presente in Coop Alleanza con 60 Rsu e 1.200 iscritti. Dopo la fusione abbiamo assistito ad un netto peggioramento delle relazioni sindacali, in particolare con il quasi assoluto superamento delle relazioni a livello di punto vendita. Negli ipermercati e supermercati abbiamo denunciato una condizione negativa in termini di carichi di lavoro, di abusi sulla gestione degli orari individuali di lavoro, di problemi di relazione tra lavoratori e gruppi dirigenti”, riferisce Petrillo. “E’ indispensabile tornare ad un livello di relazioni fortemente decentrato, a partire da supermercati ed ipermercati. Anche la complessa vertenza che si e’ aperta ieri sugli esuberi deve essere un’occasione per recuperare una significativa dimensione territoriale di confronto”, chiede l’esponente Filcams, assicurando che “la vertenza sugli esuberi sara’ una assoluta priorita’ nel lavoro dei prossimi mesi, rispetto alla quale daremo informazioni tempestive ai lavoratori, ai soci e consumatori, nonche’ alla politica locale”. A cominciare dall’assemblea convocata per lunedi’ e rivolta a lavoratori e lavoratrici delle sedi amministrative di Modena.

“La dismissione di diverse sedi era stata annunciata nei mesi scorsi. Certo un numero cosi’ alto di popolazione lavorativa e di sedi considerate esuberi ci ha negativamente sorpresi”. Lo afferma il sindacato dei lavoratori del commercio Fiscascat-Cisl dell’Emilia Centrale commentando l’incontro di ieri a Bologna tra la direzione aziendale di Coop Alleanza 3.0 e le delegazioni sindacali, nel corso del quale si e’ affrontato principalmente il tema della ristrutturazione dell’area della sede. “L’azienda, in seguito all’accorpamento di Coop Estense, Coop Adriatica e Coop Consumatori Nordest, si e’ trovata a gestire una situazione con piu’ persone che svolgono la stessa mansione. In diversi casi questo e’ stato valutato come un dispendio eccessivo di costi- spiega il segretario generale della Fisascat Cisl Emilia Centrale Enrico Gobbi- pertanto e’ stato quantificato l’esubero nel numero di circa 700 persone full time equivalenti. Abbiamo stigmatizzato i mesi di silenzio dell’azienda e sollecitato una stagione di nuove relazioni sindacali. Abbiamo chiesto di aprire tutte le strade possibili per far si’ che l’impatto occupazionale sia uguale a zero”. In questa fase “nessun lavoratore deve essere lasciato solo. Devono essere attivati tutti i percorsi di protezione sociale. Dal canto suo- prosegue Gobbi- CoopAlleanza 3.0 suo ha ribadito l’intenzione di dar vita a una stagione di nuove relazioni sindacali, a cominciare dalla calendarizzazione di nuove date per risolvere la difficile situazione con la finalita’ di gestire i cosiddetti esuberi senza impatti sociali”. Nei prossimi incontri, da febbraio, la Fisascat andra’ a chiedere garanzie sulle “annunciate finalita’ di protezione sociale e impatto occupazionale zero”.

 

LASCIA UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui