A Luzzara il sindaco vieta la cattiveria anche sulla rete

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A Luzzara, e’ vietato essere cattivi (anche sui social). Lo dispone una singolare ordinanza del sindaco Andrea Costa, (che e’ anche segretario provinciale del Partito democratico reggiano), pubblicata oggi sull’albo pretorio comunale. In dettaglio il provvedimento vieta “ogni esibizione di cattiveria, rancore o rabbia, sia essa perpetrata verbalmente nei luoghi pubblici o nelle cosiddette ‘piazze virtuali’ dei social”, come pure “ogni atto fisico teso a recare offesa a singoli o gruppi di persone” e, piu’ in generale, “ogni forma di violenza”. Con l’atto si invita inoltre ogni residente di Luzzara o “persona che dovesse transitare sul territorio comunale”, a “segnalare opportunamente la violazione di tale divieto alla scrivente autorita’ attraverso la casella di posta elettronica stopcattiveria@comune.luzzara.re.it”, fornendo le prove, per quanto possibile, della violazione come “screenshot di pagine web, foto di messaggi pubblici, registrazioni audio o video, o la testimonianza da parte di piu’ soggetti”.

Particolari anche le sanzioni previste che, “in base alla gravita’ della violazione”, prevedono la lettura di libri (tra cui la Costituzione della Repubblica Italiana e Il dizionario della lingua italiana), la visione di film come “La vita e’ bella”, o la visita a luoghi come l’ossario di Solferino e il museo Cervi. E ancora: ammirare almeno due delle opere conservate ai musei vaticani o in altri siti d’arte italiani, assistere a rappresentazioni teatrali classiche o, infine, svolgere almeno 10 ore di volontariato in una delle associazioni che operano a Luzzara iscritte all’albo comunale del volontariato. L’ordinanza, si legge ancora nel testo del provvedimento, e’ motivata “dal diffondersi sempre piu’ preoccupante di manifestazioni di cattiveria, rabbia, rancore, che rischiano di mettere in grave pregiudizio l’incolumita’ delle singole persone e la tenuta della comunita’ stessa”, la cui storia “e’ fatta di lotte per la liberta’, l’affermazione dei diritti in capo a ciascun individuo e la pratica dei principi di solidarieta'”.

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