Truffa “in rosa”: due donne denunciate per finte vendite on line

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Su un sito di annunci ha pubblicato un inserzione per  la vendita di un Note 4 della Samsung che commercializzava a 100 euro.

Un affare per un 40enne cittadino pakistano residente nel reggiano che ha risposto all’annuncio intavolando la trattativa telefonica con una donna.

Accordatosi sul pagamento e spedizione dello smartphone, il 40enne ha scoperto presto la  truffa: una volta provveduto al pagamento non si vedeva spedire il Note 4 acquistato rimanendo vittima del raggiro.

La scaltra inserzionista è stata però individuata dai carabinieri della stazione di Rubiera insieme  alla complice sul cui conto sono finiti i soldi.

Con l’accusa di truffa in concorso i Carabinieri della stazione di Rubiera hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia una 37enne e una 38enne, entrambe napoletane.

La vittima, un 40enne operaio pakistano abitante a Rubiera, volendo regalarsi uno smartphone rispondeva a un annuncio trattante la vendita del tipo di smartphone che stava cercando: un Note 4 della Samsung.

Grazie all’utenza telefonica indicata nell’inserzione si metteva in contatto con la venditrice che dichiarando possedere quanto cercato intavolava con l’acquirente la trattativa via telefono. Concordato il prezzo del telefono in 100 euro, la venditrice chiedeva di versare il corrispettivo che il malcapitato operaio versava sulle coordinate della postepay fornitegli dalla donna.

Tuttavia non ricevendo quanto acquistato e non riuscendo più a contattare la venditrice, il 40enne pakistano, materializzato di essere stato truffato, si è rivolto ai carabinieri di Rubiera denunciando il raggiro.

Dopo una serie di riscontri, anche di natura telematica, i Carabinieri di Rubiera hanno concentrato le attenzioni investigative sulle odierne indagate nei cui confronti venivano acquisiti una serie di incontrovertibili elementi di responsabilità per il reato di concorso truffa per la cui ipotesi delittuosa venivano quindi denunciate alla Procura reggiana.

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