Boom del ‘ritocco bis’ al naso per tornare naturali

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Resiste la rinoplastica sotto l’albero, “come regalo soprattutto alle adolescenti”. Ma cambiano i paradigmi estetici: il nasino scavato con la punta piccola e all’insù, dichiaratamente ‘artificiale’, non va più. Al bando i micro-nasi, dunque, “oggi si cercano risultati naturali, così sono sempre più numerose le persone che arrivano con un naso segnato dalle ‘stigmate'” del ritocco, “come narici troppo sottili e ‘pinzate’, uno scavo troppo abbondante, o cartilagini tolte in eccesso, oppure ancora il naso torto da una deviazione”. A segnalare all’Adnkronos Salute l’aumento del ritocco bis al naso è Enrico Robotti, chirurgo plastico di Bergamo, past president della Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica) e presidente eletto della Società europea di rinoplastica.

Robotti si è specializzato da anni in rinoplastica, e viene invitato a relazionare e operare in diretta in corsi e congressi in tutto il mondo: una passione forte per un intervento non semplice come potrebbe apparire. Un intervento che, secondo i dati 2017 dell’Asps (Società di chirurgia plastica Usa), è al quarto posto per le donne (dopo mastoplastica additiva, liposuzione e blefaroplastica) e al primo per gli uomini. “Ormai il 50% dei mei pazienti chiede una rinoplastica secondaria – dice l’esperto, che opera circa 200 nasi l’anno – Si tratta di interventi complessi, che devono abbinare al risultato estetico quello funzionale”. E che spesso partono da una situazione compromessa.

A presentarsi dal chirurgo sono persone con problemi funzionali, oltre che estetici, per le ‘secondarie’: nasi deviati o ‘caduti’ perché è stato tolto troppo. Ma anche uomini e donne spinti da una nuova estetica. “Le mie pazienti vengono ancora con foto di attrici o vip, ma il modello ideale oggi è più naturale. Penso al naso di Kate Middleton, diritto o appena appena curvo, elegante e naturale”. Ma anche Nicole Kidman o Natalie Portman. E per l’uomo? “L’errore più grande è femminilizzarlo troppo: il naso maschile deve mantenere caratteristiche proprie”, aggiunge l’esperto. Promossi George Clooney e David Beckham.

Si tratta di un intervento importante e delicato. “Non si può fare un naso in 30 minuti, ignorando la questione funzionale. Ma la buona notizia è che, anche con un re-intervento, seppur complesso, è quasi sempre possibile ottenere buoni risultati. Il problema c’è se c’è stata una compromissione della cute, ad esempio da riempitivi non riassorbibili, che danneggiano i tessuti. Si tratta comunque di interventi lunghi, dalle 4 alle 6 ore per una rinoplastica secondaria. Io – spiega Robotti – uso la costa (costola, ndr) autologa, con un’incisione molto piccola sotto la mammella, e risultati oggi raffinati”. Le tecniche e le strumentazioni si sono evolute incredibilmente in questi ultimi pochi anni, il che rende l’intervento più sofisticato, ma più preciso e con risultati migliori.

Secondo l’esperto un aiuto per medici e pazienti “arriva dalla simulazione al pc: possiamo amare il naso di Scarlett Johansson, ma magari non è l’ideale per il nostro viso. Ecco che la simulazione è preziosa: ci mostra l’effetto sul nostro viso, a patto di chiarire che ciò che vediamo non rappresenta una garanzia”, ma un risultato concretamente probabile. Se i gusti estetici cambiano, la scelta del periodo natalizio per questo tipo di intervento resiste. Anche perché consente di ‘sparire’ dalla circolazione e ricomparire dopo qualche settimana senza troppi segni. “Dopo 15 giorni si può uscire, dopo 3 settimane si ha l’aspetto di una persona raffreddata, mentre per apprezzare risultati definitivi occorre aspettare un anno”, spiega Robotti.

“In verità non c’è più il diktat della segretezza, ma oggi la rinoplastica spesso diventa un regalo di Natale, specie per le più giovani. Pazienti devo dire molto motivate e attente. Un filtro importante, per comprendere maturità e motivazioni, è rappresentato dal colloquio operatorio, che nel mio caso dura almeno un’ora”, precisa Robotti. E’ bene chiarire fin da subito obiettivi e aspettative, per evitare di finire nel gruppo dei pentiti, a caccia di un ritocco bis.

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