Appalti, è guerra nell’ordine : i quattro componenti non cedono

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Scatto di orgoglio dei quattro componenti rimasti in carica nel Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Reggio Emilia, dopo il “terremoto” del 24 novembre scorso delle dimissioni di sette loro colleghi, compreso presidente e vicepresidente.

Un’epilogo, quello dell’implosione dell’organo di autogoverno delle quattro categorie professionali (che ora sara’ commissariato per la prima volta, ndr), giunto dopo continui attriti e screzi interni su varie questioni, l’ultima delle quali ha colmato la misura.

Il tema non e’ banale e riguarda l’applicazione di una nuova -e piu’ trasparente- disposizione del codice degli appalti relativa alla nomina dei componenti delle commissioni che gestiscono le gare e gli appalti di Comuni ed enti pubblici.

Mentre prima era lo stesso Ordine a segnalarli tra gli iscritti (759 quelli reggiani), adesso i commissari saranno “pescati” da un albo nazionale istituito dall’Autorita’ nazionale anticorruzione (Anac). Una svolta “democratica”, insomma, sulla cui interpretazione si e’ pero’ consumata la frattura dei consiglieri dell’Ordine, alcuni dei quali -i dimissionari- si sono impuntati per continuare a nominare le terne dei commissari fino al termine ultimo per adeguarsi alla legge che scade il 15 gennaio 2019.

A ribadire il loro punto di vista, che “con spirito di trasparenza” sara’ illustrato anche in un incontro aperto alla citta’ previsto venerdi’ prossimo alle 18 nell’ex Polveriera, sono dunque i quattro membri del Consiglio rimasti al loro posto Vittorio Gimigliano (ex segretario), Francesca Erriu (consigliera con delega a Trasperenza e Anticorruzione) Elisa Fantuzzi, (delegata a Sicurezza e Protezione civile) e Norbero Vaccari (presidente della commissione sull’architettura sostenibile).

“Noi qui siamo i consiglieri che non si sono dimessi. Gli altri sette lo hanno fatto, uno per motivi di salute, altri per motivi che ci paiono incomprensibili, salvo il fatto che la goccia che ha fatto traboccare il vaso e’ emersa su una questione che riguarda la trasparenza degli dell’ordine nei confronti delle amministrazioni pubbliche”, spiega Vaccari.

“Personalmente- aggiunge- non penso di avere motivi di dimettermi se devo seguire normative che riguardano la trasparenza anche perche’ ho letto dichiarazioni dei dimissionari, per me fastidiose da digerire, che equiparavano la trasparenza della procedure alla burocratizzazione, cosa che non e’ accettabile anche a tutela di tutti i nostri iscritti”.

Aggiunge l’architetto Francesca Erriu: “Anche io ancora oggi non capisco perche’ si siano creati questi dissidi, sull’applicazione di metodi e procedure in realta’ molti semplici, ampiamente utilizzati anche da altri Ordini”. Tra l’altro “l’albo nazionale per i commissari di gara e’ attivo da settembre e registra oggi gia’ 1000 iscritti e le stazioni appaltanti possono gia’ pescare da questo albo. Quindi torno a chiedermi perche’ si sono date le dimissioni su un problema gia’ ampiamente superato”.

Al di la’ delle schermaglie interne, conclude Erriu, “penso che in una citta’ come Reggio Emilia che e’ stata colpita e ha portato il peso del processo Aemilia, scegliere un iter che garantisca massima accessibilita’, trasparenza e tracciabilita’ fosse un atto dovuto”. Elisa Fantuzzi rimanda poi al mittente le accuse mosse all’Ordine di aver gestito male la formazione degli iscritti, sottolineando che “gli eventi organizzati o patrocinati sono stati in totale 133, per un totale di 630 crediti formativi assegnabili, contro i 30 che erano previsti”.

Semmai, viene sottolineato, sono le dimissioni degli altri consiglieri ad aver creato un problema, bloccando a Reggio Emilia l’istituzione del Consiglio di disciplina (nato il 29 novembre in collaborazione con l’Ordine di Modena), con il risultato che “circa 100 professionisti sono in attesa di una valutazione delle loro posizioni”. Altra conseguenza del quasi azzeramento del Consiglio dell’Ordine e’ inoltre la paralisi del lavoro, appena iniziato, della commissione che avrebbe dovuto presentare osservazioni alle due nuove varianti urbanistiche del Comune di Reggio contro il consumo di suolo.

Gimigliano, Vaccari, Erriu e Fantuzzi, sottolineano infine: “Ci accusano di aver scatenato un putiferio per poterci presentare alle prossime elezioni del Consiglio (a decidere quando si terranno sara’ il commissario che il ministero della Giustizia deve nominare, ndr), ma due di noi- Vaccari e Gimigliano- non sono ricandidabili avendo gia’ svolto due mandati”.

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