Comune, adottata variante per una “svolta verde”

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Avvio alquanto burrascoso per la “svolta verde” della Reggio Emilia del futuro. In Consiglio comunale arriva infatti un corposo pacchetto di delibere di carattere urbanistico, la principale delle quali e’ la nuova variante al regolamento edilizio.

Un atto che cancella da subito dalla programmazione vigente oltre 2.000 appartamenti e trasforma le aree interessate da tessuti potenzialmente residenziali ad agricoli.

Nello stesso tempo il provvedimento individua sul territorio comunale oltre due milioni di metri quadri di corridoi ecologici, cioe’ di aree della citta’ che vengono sottoposte ad una regolamentazione tutelata dal punto di vista ambientale.

Infine, oltre a progetti specifici di rigenerazione delle aree dei distributori di carburante dismessi, l’atto prevede sia nei ‘nuovi’ terreni agricoli, sia nei corridoi ecologici, la piantumazione in 5 anni di oltre 20.000 piante. Elementi che, in parte condivisi dalle minoranze, non convincono pero’ fino in fondo, al punto che Movimento 5 stelle e Sinistra italiana non partecipano al voto, Forza Italia, misto e Alleanza civica si astengono, e la variante e’ adottata con i soli voti della maggioranza composta da Partito democratico e Mdp (17 voti a favore e 5 astensioni l’esito finale della votazione).

Adesso si aprono 60 giorni di tempo per presentare le osservazioni alla variante, prima dell’approvazione definitiva. In particolare i pentastellati ritengono il documento “non votabile” perche’ nella sterminata mole di materiale “arrivato solo giovedi’ scorso” ci sono “aspetti mai discussi e mai presentati”, evidenzia il consigliere Norberto Vaccari. “Avremmo voluto formarci un’opinione, magari approfondendo questa delibera con dei nostri tecnici, ma nonc’e’ stata data la possibilita’ di farci un’idea complessiva”. 

Il problema e’ nel metodo anche per la civica Cinzia Rubertelli: “La variante contiene correttivi ad anni e anni di errori ma soprattutto continua ad evidenziare la mancanza di trasparenza di questa giunta e la sua volonta’ di non condividere una visione di rinascita per la citta'”.

Per il capogruppo di Forza Italia Claudio Bassi le scelte sono “necessarie all’andare dei tempi, ma tardive”, mentre Roberta Rigon, esponente di Fratelli d’Italia che siede nel gruppo Misto, sottolinea che “il consumo di suolo zero non e’ un valore assoluto, dipende da cosa faccio sulle aree riutilizzate”.

Sindaco, giunta e maggioranza, invece, difendono a spada tratta il loro operato e stigmatizzano l’atteggiamento dell’opposizione. “Certamente, di fronte ad un provvedimento che ha al centro la difesa del suolo, dell’ambiente e della sostenibilita’ del territorio e’ abbastanza curioso che tanto il centro destra quanto il Movimento 5 stelle si si siano attaccati pretestuosamente ad aspetti regolamentari, chiamandosi fuori dalla responsabilita’ di approvare un atto che certamente guarda al futuro della citta’. Vediamo un atteggiamento molto contradditorio, molto ambiguo e politicamente molto debole”, dice il sindaco Luca Vecchi. “Non si puo’ andare a messa e stare a casa.

Oggi si e’ presa in Consiglio comunale una scelta epocale, ma quando si tratta di concretizzare il Movimento5 stelle semplicemente sparisce. Eppure ci eravamo illusi che i grillini reggiani fossero diversi dai grillini romani che inseriscono nei decreti i condoni edilizi o aumentano i limiti di metalli pesanti scaricabili sui terreni”, rincara la dose il capogruppo del Pd in sala del Tricolore Andrea Capelli.

“La tutela del suolo e del patrimonio ambientale aggiunge l’assessore Alex Pratissoli– non e’ solo una scelta di responsabilita’ sociale ma di opportunita’ territoriale per garantire una crescita competitiva ad alto valore aggiunto della nostra citta'”.

Tra le altre delibere in votazione, quella che avvia l’iter per la nuova sede del comando della polizia municipale in zona stazione, quella sull’interramento di un breve tratto di un elettrodotto Enel che ricade in territorio comunale e, infine, il recepimento di una norma nazionale sulla destinazione delle aree boschive colpite da incendi (che devono ritornare per 15 anni a quella precedente ai roghi).

(Fonte Dire)

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