Si finge maresciallo e tenta di estorcere 3.800 ad un’anziana: arrestato 25enne

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Novellara – E’ stata raggiunta al telefono da un falso maresciallo dei Carabinieri che rappresentando un grave sinistro stradale, dove era rimasta coinvolta la figlia, riferiva che doveva consegnare la somma di 3.800 euro quale cauzione per liberare la congiunta che era stata sottoposta a fermo in quanto conduceva la macchina senza copertura assicurativa.

Somma da consegnare all’avvocato che si sarebbe presentata a casa dell’anziana, una 77enne di Novellara. L’emissario tuttavia non è riuscito a portare a compimento l’estorsione: fermato dai carabinieri di Novellara davanti a casa dell’anziana è stato arrestato.

In manette con l’accusa di tentata estorsione i carabinieri della stazione di Novellara hanno arrestato il 25enne Gennaro Iovine residente a Napoli, ristretto al termine delle formalità di rito a disposizione della Procura reggiana.

E’ accaduto ieri intorno alle 10,15 quando i carabinieri di Novellara, recependo la presenza di una persona sospetta nei pressi di un quartiere residenziale del paese, intervenivano procedendo al controllo del sospetto identificato nel menzionato 25enne napoletano.

In sua disponibilità i militari rinvenivano un falso distintivo di guardia giurata nonché un foglio manoscritto riportanti indirizzi tra cui quello della via dove è stato fermato dai militari.

Campagna di sensibilizzazione 

Un arresto che oltre a non porre fine alle indagini sulla vicenda, dovendosi accertare la responsabilità di eventuali correi, induce a innalzare l’attenzione sul fenomeno motivo per cui i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia rilanciano fortemente la campagna di sensibilizzazione “Non aprite quella porta” rivolta agli anziani invitandoli a diffidare dagli sconosciuti segnalando al 112 ogni situazione sospetta.

Proprio a Reggio Emilia di recente i carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia grazie all’operazione “Porta a Porta” avevano assicurato alla giustizia 31 persone responsabili a vario titolo dei reati di estorsione, rapina, aggravata in danno di persone anziane o comunque in condizioni di minorata difesa, violenza privata e circonvenzioni di incapaci.

Un’operazione che aveva portato ala luce una vera e propria organizzazione di malviventi che attraverso i “telefonisti” contattavano gli anziani spacciandosi per “Carabinieri”, “Avvocati” o “Agenti di società assicurative” e  rappresentando un grave sinistro stradale dove era rimasto coinvolto un loro parente (generalmente figlio o nipote) chiedevano i soldi per risolvere i guai in cui era incappato il familiare.

Soldi che poi venivano ritirati a domicilio subito dopo la telefonata proprio come stava per accadere ieri a Novellara dove, grazie all’intervento dei carabinieri di Novellara, l’estorsione non si è consumata.

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