Reggio Emilia tappezzata in difesa dei partigiani

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“Ognuno e’ libero di poter scrivere i libri che vuole, ma le parole hanno un senso e la storia non si puo’ riscrivere”.

E cosi’ Reggio Emilia, citta’ Medaglia d’oro della Resistenza con 626 caduti nella lotta partigiana, si mobilita contro l’iniziativa prevista il prossimo 10 novembre nel centralissimo albergo delle Notarie in citta’.
Qui verra’ presentato “Compagno Mitra”, il nuovo libro di Gianfranco Stella, studioso specializzato nei delitti commessi da partigiani comunisti, che dedica alla citta’ del Tricolore uno dei capitoli piu’ ampi di un volume di circa 600 pagine irto di storie sanguinose, delitti a freddo, vendette ed efferatezze.
Evento che Sinistra italiana e Partito comunista hanno deciso di contrastare insieme, invitando anche cittadini, istituzioni e partiti antifascisti ad unirsi.
Lo fanno in due modi: un presidio in centro storico che, spiega Selene Prodi della segreteria nazionale del partito “non sara’ per cercare lo scontro ma un momento per esprimere il nostro antifascismo” e una campagna grafica con manifesti raffiguranti Benito Mussolini e la frase “noi qua siamo i benvenuti”.

Non “andremo a marchiare nessun luogo, ne’ li attaccheremo abusivamente- sottolinea Cosimo Pederzoli di Sinistra italiana- ma chiederemo ai responsabili di queste strutture di appenderli a loro discrezione”. Alessandro Fontanesi, segretario reggiano del Partito comunista provinciale, sottolinea invece che “l’autore del libro, nel 2013, e’ stato condannato a Ravenna per diffamazione nei confronti di un capo partigiano e questo non e’ un bell’inizio per chi afferma di voler ricostruire la verita’ storica”.

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