Rissa tra rom a Piazzale Marconi, bastoni e coltello per dove dormire

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Reggio Emilia – Una violenta rissa, finita con un ferito grave ma non in pericolo di vita, tre arresti e quattro denunce, e’ scoppiata ieri sera a Reggio Emilia nel piazzale della stazione ferroviaria.

Ad affrontarsi, a colpi di bastone e coltello (e persino una stampella brandita da una donna) due famiglie rumene di etnia rom, incensurate e senza fissa dimora, che abitualmente dormono in strada nella zona. Proprio una questione “territoriale” per i luoghi dove trascorrere la notte sarebbe alla base della disputa, sfociata nelle vie di fatto e alla fine sedata dalla Polizia. Nello specifico, verso le 19.30 di ieri, l’agente della Polizia ferroviaria di turno in stazione e’ uscito dalla sua postazione nel piazzale richiamato da urla e da alcuni cittadini, notando due “schieramenti” fronteggiarsi con aria minacciosa. Del primo -ha poi accertato la Polizia intervenuta sul posto con un’unita’ della squadra Mobile e delle Volanti- facevano parte tre persone: Emil Caldaral di 31 anni, suo padre omonimo di 47 anni e la madre 57enne Iova Caldaral. Tra i rivali, invece, altre tre persone e Nicolae Bancu di 35 anni. E’ stato quest’ultimo ad avere avuto la peggio nello scontro, durante il quale il giovane Caldaral gli ha sferrato due coltellate alla schiena. Dopo la rissa la famiglia Caldaral e il giovane ferito sono rimasti nel piazzale della stazione, mentre gli altri tre contendenti si sono dileguati. Bancu, prima di peredere conoscenza ha indicato agli agenti il suo aggressore che e’ stato arrestato sul posto insieme al padre e alla madre.

Poi la vittima dell’accoltellamento e’ stato trasportato in ospedale, dove e’ tutt’ora in prognosi riservata. Qui la Polizia ha “ritrovato” anche gli altri partecipanti alla rissa, che si stavano facendo medicare le lievi contusioni riportate.

I due coniugi Caldaral, che sono stati portati in carcere, devono rispondere dell’accusa di rissa pluriaggravata (perche’ a mano armata e per le lesioni gravi provocate). Anche per il figlio sono scattate le manette e la reclusione, che si aggiungono all’accusa piu’ pesante di tentato omicidio. Secondo il medico che ha visitato Bancu, infatti, le ferite che gli sono state inferte erano idonee a causare la morte. Le altre quattro persone coinvolte nel fatto di cronaca -compreso il ferito quando riprendera’ conoscenza- sono state denunciate per rissa a piede libero.

 

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