Namibia, la terra che Dio creò in un giorno di rabbia

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E’, come spesso accade, una leggenda locale a tracciare in una sola frase il ritratto perfetto di una delle più estreme e allo stesso tempo più affascinanti terre del pianeta, la Nambia.
“La Terra che Dio creò in un giorno di rabbia” viene definito questo immenso paese, dove domina l’incantesimo del nulla.

Il nulla dell’immensa distesa di sabbia arancione, il deserto del Namib, che va ad incontrare l’ira delle onde minacciose dell’Oceano Atlantico. La terra dove la Skeleton Coast si è presa centinaia di navi arenatesi nelle sue sabbie, che ora fanno bella mostra come scheletri misteriosi. Un cielo dal blu quasi accecante nel quale sembra possibile perdersi mentre si percorrono lunghe e diritte strade deserte che sembrano finire nel nulla dell’orizzonte.
Il paese dei deserti, non solo quello rosso del Namib, ma anche quello roccioso del Damaraland o quello “lunare” della Moonlandscape il luogo che per alcuni è ancora quello dove gli americani hanno girato l’allunaggio senza mai raggiungere veramente la luna. Senza dimenticare quello bianco, salino, il Pan che domina per oltre il 25% il territorio del Parco Etosha (appunto “grande lago bianco” nella lingua degli Oshivambo) dove è possibile fare meravigliosi safari.
E’ la terra chiamata dell’”acqua asciutta” a testimoniare i numerosissimi corsi d’acqua quasi tutti effimeri, che cioè si riempiono solo nella breve stagione delle piogge.
La Namibia ha una superficie che supera di poco gli 820.000 kmq ed una popolazione di poco più di 2 milioni di abitanti prevalentemente concentrati nelle città, con km e km (oltre il 65%) di aree desertiche o semi-desertiche.
La Namibia è una delle nazioni più giovani del mondo, avendo raggiunto lì’indipendenza dal Sudafrica solo il 21 marzo 1990 dopo essere stata, nel passato, dominio tedesco, dominio di cui sono rimaste tracce indelebili soprattutto nelle città costiere Swakopmund e Ludertitz.
E proprio l’unione fra influenze tedesche, boere e del patrimonio indigeno hanno fatto sì che ne risultasse un paese dai tratti molto europei visibili soprattutto nella capitale Windhoek il cui centro è dominato da grattacieli e centri commerciali da far invidia a quelli europei, ma ad una manciata di chilometri si è immersi nel bush più aspro ed al tramonto, dal giardino di casa è possibile ammirare le sagome di giraffe, zebre o impala stagliarsi all’orizzonte.
Due sono i siti nambiani proclamati patrimonio dell’Unesco: il deserto del Namib dal 2013 patrimonio naturale e, nel Damaraland, il sito di Twyfelfontein, con le sue pitture rupestri, dal 2007 patrimonio culturale.
E’ la terra degli Ovambo e dei Kavango, degli Herero e dei Damara, dei Nama, dei Caprivi e dei piccoli e leggendari San (i Boscimani). E poi ci sono le donne Himba, considerate tra le più belle del mondo, con le loro gambe lunghe ed il corpo ricoperto di un’ocra rossa che le rende una perfetta fusione con l’ambiente circostante.
Tutte gli aspetti della Namibia sono racchiusi nella sua bandiera (nella foto sopra) che è simbolo di pace, unità e lealtà: il sole simboleggia la vita, il colore oro il caldo, la savana e il deserto del Namib; il blu rappresenta il cielo, l’oceano Atlantico con le sue risorse marine, l’importanza dell’acqua; il rosso simboleggia il popolo namibiano, il suo eroismo e la sua voglia di costruire il proprio futuro; il bianco simboleggia l’unità e la pace.

 

Nel Damaraland la magia delle pitture rupestri di Twyfelfontein

Il Damaraland, letteralmente terra dei Damara, è una regione ricca ed affascinante dove convivono morbide dune, un deserto roccioso e le cinque cime montuose più elevate della Namibia. Attraversarla significa ammirare incredibili panorami, e siti di particolare interesse turistico, geologico e storico.

E’ qui che si possono vedere, la foresta pietrificata, un sito unico al mondo dove ammirare decine di alberi pietrificati, la montagna bruciata e le spettacolari “Canne d’organo” un anfiteatro con al centro imponenti colonne basaltiche” anche se sicuramente il luogo di maggiore attrazione è Twyfelfontain, monumento nazionale namibiano e patrimonio culturale dell’Unesco. Twyfelfontein è famosa in tutto il mondo (e presente in tutti i libri di storia e di arte) per gli oltre 200, tra disegni rupestri e graffiti, presenti sulle sue rocce di arenaria rossa. L’ origine di queste pitture ed incisioni rupestri è ancora incerta anche perchè è difficile poterne fare una datazione certa senza distruggerle o comunque intaccarle. Si pensa che siano stata lasciate da una popolazione nomade che viveva di caccia e raccolta senza conoscere agricoltura e allevamento e riflettono il rapporto tra gli esseri umani e la natura. Alcune sono rappresentazione stilizzate, ma per la maggior parte si tratta di immagini che riproducono fedelmente e con grande abilità persone e animali.
Il sito di Twyfelfontein è particolarmente interessante non solo per la bellezza incomparabile, ma perchè vi si possono ammirare contemporaneamente petroglifici da incisione e pitture rupestri che lo rendono un fantastico ed unico museo a cielo aperto. E’ possibile visitare il sito in totale sicurezza, grazie a due percorsi differenti esclusivamente accompagnati dalle guide locali.

INFORMAZIONI UTILI 

Documenti e visto
Per i cittadini italiani è sufficiente il passaporto con almeno 6 mesi di validità dalla data di uscita dal paese. E’ necessario disporre spazio sufficiente sul passaporto per il timbro d’ingresso e d’uscita e che il documento sia perfettamente integro. Il visto d’ingresso viene apposto sul passaporto all’ingresso nel paese, direttamente all’aeroporto. Qualora il viaggio preveda un’estensione in paesi limitrofi, ogni visto richiederà pagine bianche aggiuntive (es. Sudafrica e Zimbabwe richiedono almeno 2 pagine bianche).

Vaccinazioni
Nessuna vaccinazione è obbligatoria. Può essere consigliata la profilassi antimalarica per chi si reca, soprattutto nel periodo delle piogge, nella zona del Caprivi, del Kavango, del Kunene e dell’Owambo a nord del Parco di Etosha. E’ richiesto il certificato relativo alla vaccinazione contro la Febbre Gialla per chi proviene da aree a rischio (es. Repubblica democratica del Congo, Kenya, Tanzania).

Fuso orario
quando in Namibia viene adottata l’ora legale. Un’ora in più dall’ultima domenica di ottobre all’ultima domenica di marzo, quando in Italia è in vigore l’ora solare. Nessuna differenza rispetto all’Italia dall’ultima domenica di marzo all’ultima domenica di Aprile ottobre quando in Italia è in vigore l’ora legale.

Lingua
La lingua ufficiale è l’inglese , ma più della metà della popolazione parla comunemente anche l’Afrikaans, mentre in misura minore (il 30% circa) parla il tedesco. Le più comuni lingue indigene sono Oshivambo, Herero e Nama.

Moneta
La moneta ufficiale è il Dollaro namibiano (NAD); al cambio attuale 1 euro = 16,6 Nad. Le principali carte di credito sono accettate pressochè ovunque.

Clima
Il clima tipicamente semidesertico fa si che la Namibia sia visitabile tutto l’anno. Durante l’inverno (da maggio a ottobre) le temperature oscillano tra i 7°C e i 25°C. Durante il giorno è sereno e piacevolmente caldo, ma con forte escursione termica la notte con temperature che possono arrivare anche sotto lo 0°C. D’estate (da novembre ad aprile) le temperature si aggirano sui 35/40°C con giornate molto calde. La stagione delle piogge (a carattere prevalentemente temporalesco) va da gennaio/febbraio sino a marzo/aprile. La costa atlantica, influenzata direttamente dalla corrente fredda del Benguela, fa registrare temperature più basse con foschie e nebbie mattutine che si diradano nella tarda mattinata.

Abbigliamento
Sono consigliati abiti pratici, comodi e in fibre naturali, prevalentemente di colori neutri. Indispensabile avere a disposizione un maglione di lana per la sera ed una giacca a vento. Scarpe comode, cappellino, occhiali da sole, crema solare, costume da bagno, repellenti sono assolutamente necessari così come il binocolo. I medicinali non sono di facile reperibilità. Meglio quindi avere con sè, oltre ad eventuali terapie in corso, un kit di prima necessità. Se si partecipa ad un tour in fuoristrada è consigliabili utilizzare borse o sacche morbide e non trolley.

Guida
La guida è a sinistra. Solo le principali strade sono asfaltate, mentre la maggior parte di esse sono in terra battuta e richiedono estrema prudenza e una velocità moderata. Fondamentale attenersi scrupolosamente ai limiti di velocità segnalati lungo il percorso. La patente internazionale (modello Vienna 68 o Ginevra 49) è sempre più spesso richiesta al momento del ritiro di veicoli a noleggio. Non tutte le compagnie la richiedono obbligatoriamente ma tali disposizioni possono variare repentinamente e senza preavviso.

 Ste. Rab. 

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