Economia

Coldiretti: Senza miele per maltempo?

Forti piogge di intensità memorabile che si abbattono sulla provincia come un fulmine a ciel sereno. Raffiche di vento e grandine che attraversano in pochi minuti singoli comuni con una precisione come se avessero una traccia da seguire. Il maltempo che ha colpito nelle ultime settimane la città di Reggio Emilia sta distruggendo completamente le fioriture urbane e periurbane grazie alle quali vengono ottenute produzioni di miele di stagione tanto attese. Pochi minuti provocano danni irreparabili alle fioriture, vanificando il lavoro di un intero anno, con pesanti ripercussioni sul reddito delle aziende, sull’economia e l’occupazione di interi territori.

È quanto emerge dal primo monitoraggio di Coldiretti Reggio Emilia sull’effetto dei violenti temporali che hanno colpito in poco tempo le zone più vocate alla produzione di miele del  territorio reggiano.

«È un pesante colpo per le produzioni di questa zona – commenta Marcello Zanetti, responsabile della Zona di Coldiretti Reggio Emilia. – Dopo le grandi difficoltà causate lo scorso anno dalla siccità che ha compromesso ad esempio la raccolta e la produzione del miele di tiglio, albero molto diffuso nei centri città e raggiunto dalle api che percorrono sino a 5 km per raggiungerne le fioriture, la grandine prima e la forte pioggia dopo stanno dissipando gli sforzi sostenuti dalle api e dagli apicoltori sino ad ora. Il maltempo sembra essersi abbattuto in alcune zone più di altre, non lasciando scampo al suo passaggio.».

«Le condizioni climatiche sono state, fino ad oggi, completamente avverse – commentano i vertici di Coldiretti Reggio Emilia Assuero Zampini e Vitangelo Tizzano – Inoltre il forte maltempo del mese di giugno sta confermando prevedibili conseguenze di una minore disponibilità di prodotto ».

Il miele è uno degli alimenti più multifunzionali che si possono trovare in natura, oltre ad essere un forte indicatore di biodiversità dei territori in cui viene prodotto. Nel nostro Paese ne esistono più di 50 varietà.

«Prima di rassegnarsi a non trovare più queste produzioni e vedere gli apicoltori costretti ad applicare misure drastiche nella gestione dei propri allevamenti, sino a dover chiudere le proprie attività imprenditoriali, è auspicabile – proseguono i vertici della Coldiretti Reggiana –  applicare da subito soluzioni anche assicurative come già presenti in altri settori, concertate insieme ai soggetti preposti per la tutelare il lavoro degli apicoltori e dei loro alveari anche difronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici. »

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