Economia

Associazione Senior Coldiretti: due reggiani nel consiglio regionale

Sono Motti Livio e Rabotti Vittorio i due senior della Coldiretti reggiana nominati nel consiglio regionale dell’associazione che questa mattina si è riunita in assemblea per rinnovare le sue cariche

Paolo Monari, 69 anni, produttore vitivinicolo di Dozza Imolese (BO), è il nuovo presidente di  Coldiretti Senior dell’Emilia Romagna, che con 60 mila associati è la principale associazione dei pensionati del settore agricolo emiliano romagnolo. Monari è stato eletto nel corso dell’assemblea regionale, alla quale sono intervenuti i presidente nazionale dei pensionati Coldiretti, Giorgio Grenzi, il segretario nazionale Danilo Elia, la segretaria regionale Vania Ameghino.

Monari succede ad Aimone Gnudi che ha presieduto l’associazione negli ultimi 15 anni.

Secondo i dati emersi all’assemblea, sono sempre più i “senior” nell’agricoltura dell’Emilia Romagna, dove il numero dei pensionati sono oltre 110 mila, con una crescita di circa 20 mila unità negli ultimi quattro anni.

Secondo elaborazioni Coldiretti Emilia Romagna su dati Inps, i pensionati del settore agricolo rappresentano più del 10 per cento del milione di cittadini over 65 residenti nella nostra regione.

Gli over 65 – commenta Coldiretti regionale – rappresentano secondo le stime demografiche regionali del 2017 il 23,8% dell’intera popolazione (1,05 milioni sul totale 4,4 milioni di abitanti) che pone il problema di come affrontare i servizi per i pensionati in una regione in cui l’indice di vecchiaia è piuttosto alto, con 177,8 ultrasessantacinquenni per ogni 100 ragazzi fino ai 14 anni.

“I senior in agricoltura – ha detto Paolo Monari – sono ancora una risorsa viva e spesso attiva in azienda e sono anche impegnati nel presidio territoriale delle aree rurali dove costituiscono spesso il motore di iniziative ed esperienze culturali e di solidarietà. Un ruolo questo – ha proseguito Monari – che è stato messo a dura prova negli ultimi anni di crisi economica che i pensionati si sono trovati ad affrontare con pensioni non superiori a 500 euro al mese. Tuttavia, molto più che in altri settori – ha proseguito il neo-presidente – la società rurale, in cui il pensionato resta attivo fino in età avanzata e viene seguito a livello familiare anche quando non è più autosufficiente, dà un forte contributo a ridurre i problemi legati all’assistenza agli anziani. Per questo chiediamo ai pubblici amministratori di valutare l’opportunità di un sostegno per le famiglie che si fanno carico di accudire in casa gli anziani con disabilità o non autosufficienza”.

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