Economia

Reggio- Unindustria striglia i comuni: “tasse troppo alte”

Tasse ferme rispetto al 2016 (per legge) ma ancora troppo alte per le imprese. E non sempre “eque” come nel caso della Tari, applicata sulle superfici degli stabilimenti produttivi senza tenere conto dell’effettiva produzione dei rifiuti.

Unindustria Reggio Emilia torna insomma a strigliare i 42 Comuni della provincia, di cui l’associazione ha monitorato anche nel 2017 l’andamento delle imposte locali (Imu e Tasi e la tassa sui rifiuti, Tari). Come emerge dalla dodicesima edizione del report dell’associazione sull’imposizione fiscale locale a carico delle imprese l’Imu, anche se congelata, mantiene “livelli di tassazione comunque molto elevati, prossimi alla soglia massima possibile del 10,6 ‰”.

Per la Tasi sono invece confermate anche nel 2017 le criticita’ legate alla tassazione degli immobili invenduti delle imprese edili, una forma di imposizione che va a colpire il “magazzino” di questa tipologia di imprese “e non, come deve essere, il suo reddito o il suo patrimonio”, sottolinea Unindustria. La nota positiva secondo gli industriali “e’ che nessun Comune della provincia applica la Tasi agli uffici”.

Su questo punto il presidente di Unindustria Mauro Severi commenta: “La Tasi, a differenza dell’Imu, risulta pienamente deducibile dalle imposte sui redditi. Auspichiamo dunque una rimodulazione tra i due tributi locali per quanto riguarda gli immobili produttivi: in questo modo, il gettito per il Comune sarebbe invariato, ma le imprese ne trarrebbero un vantaggio non indifferente”.

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