Economia

Acqua in Val d’Enza, Coldiretti: “basta calcoli, passiamo ai fatti”

Se la Val d’Enza è il cuore del Parmigiano Reggiano, se è la terra delle essenze erbacee e dei prati stabili, se è il luogo dei foraggi per l’alimentazione delle bovine da latte, se la viticoltura affonda le radici nelle sue colline, se sono i paesaggi intrisi della storia di Canossa, allora la Val d’Enza è un territorio che va difeso e sostenuto soprattutto nella risoluzione del suo storico problema idrico.

Ed oggi più che mai, occorre il definitivo impegno di tutte le amministrazioni coinvolte, affinchè lo storico modus operandi “piuttosto che niente, meglio piuttosto” lasci spazio a soluzioni concrete per le reali necessità emerse nei tavoli tecnici costituiti in regione che hanno quantificato in 74 milioni di metri cubi d’acqua il fabbisogno idrico della Val D’Enza.

 “Come Coldiretti Reggio Emilia – commentano i vertici Assuero Zampini e Vitangelo Tizzano – riteniamo opportuno che al tavolo di lavoro partecipino anche tutti i Sindaci delle amministrazioni coinvolte, al fine di concordare che il compito del Tavolo Tecnico è finalmente concluso e che la capienza dell’invaso è stata definita in modo chiaro e “cristallino”, pertanto ulteriori dilazioni o temporeggiamenti risultano inutili sprechi di risorse che invece potrebbero essere impiegate nella progettazione e realizzazione dell’invaso.”            

 Anche la sensibilità ambientale dei cittadini ha compreso l’importanza della gestione irrigua quale strumento per difendere il territorio, migliorare le produzioni agricole e tutelare la biodiversità ed è ormai verità condivisa che l’opera degli imprenditori agricoli, che gestiscono il 75% del territorio reggiano e che vivono e lavorano su un territorio con cui producono beni alimentari per la società, è importante anche per la difesa dei beni ‘locali’ di tutti.

 Ora rimane da comprendere se, alla luce di quanto è emerso, l’intenzione della politica è quella di dare soluzioni al fabbisogno idrico del territorio aprendo un confronto per la realizzazione di un invaso che porterebbe soluzioni concrete, oppure tentare di  logorare ulteriormente la determinazione degli agricoltori e la disponibilità delle risorse pubbliche.

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