Danno fuoco ai mezzi del concorrente: arrestati due fratelli

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incendio ceramiche - La Voce di Reggio Emilia

Tu t t o un cortile privato è partito da un gravissimo incendio appiccato ad un furgone e ad un’autovettura, la notte del 6 ottobre scorso nel cortile dell’abitazione di un noto imprenditore delle ceramiche abitante a Castellarano. Questo episodio, unito ad altri analoghi considerati tipici “reati spia”, riconducibili alla criminalità organizzata, hanno immediatamente attirato l’attenzione e le investigazioni da parte dei Carabinieri. Le tempestive indagini degli agenti hanno permesso di identificare ed arrestare in breve tempo i responsabili. Si tratta di due fratelli leccesi, residenti nel comprensorio e dipendenti di una ditta di ceramiche concorrente a quella della vittima, i quali volevano, con il grave atto incendiario, costringere l’artigiano a non assumere commesse da una azienda dello stesso distretto ceramico con la quale, peraltro, intratteneva rapporti commerciali anche la società della zia da cui i due arrestati dipendono. Con le accuse di concorso in tentata estorsione e incendio i Carabinieri della Compagnia di Castelnovo Monti, insieme ai colleghi della Stazione di Castellarano, hanno arrestato due fratelli di 26 anni, rispettivamente a Sassuolo e a Casalgrande, ora rinchiusi nel carcere delle Pulce al termine delle formalità di rito.

I due, infatti, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa, concordando con le risultanze investigative prodotte dai Carabinieri, dal gip del Tribunale di Reggio Emilia – d.ssa Angela Baraldi – su richiesta del sostituto procuratore Pigozzi – che ha coordinato tutta l’indagine svolta dall’Arma.

Secondo la ricostruzione i due indagati, la notte del 6 ottobre scorso, avrebbero appiccato il fuoco sia ad un Fiat Scudo, intestata ad un’azienda di Castellarano, sia ad un’ Audi A3, intestata al legale rappresentante della medesima azienda, entrambe parcheggiate nel cortile dell’abitazione della vittima.

L’incendio dei due mezzi aveva provocato un notevole allarme e innalzato la soglia della pericolosità poiché aveva procurato seri danni anche ad un limitrofo stabile residenziale e, in particolare, all’appartamento abitato da una famiglia posto al primo piano. Soltanto il tempestivo intervento dei mezzi di soccorso ha evitato il propagarsi delle fiamme ed una situazione di maggior pericolo.

Gli esiti investigativi prodotti dai Carabinieri di Castelnovo Monti e di Castellarano, all’indomani del grave atto incendiario che aveva anche creato un grande allarme sociale nell’ambito della comunità di Castellarano, hanno permesso di acquisire incontrovertibili elementi di responsabilità nei confronti degli odierni indagati ora ristretti nel carcere di Reggio Emilia.

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