Tutte le slot del clan Grande Aracri: guadagni per 600 milioni l’anno. Migliaia di sequestri, sei arresti anche nel reggiano

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30/3/2017 – Diciannove misure cautelari personali e il sequestro di migliaia di macchine da gioco e videoslot in circa 200 esercizi pubblici in ogni regione (ad eccezione del Trentino Alto Adige): è il primo bilancio dell’operazione dei Carabinieri del comando provinciale di Potenza, al termine di anni di indagini coordinate dalla Dda sui rapporti fra la cosca Grande Aracri di Cutro e Reggio Emilia e il clan Martorano del capoluogo lucano. I militari – decine e decine impegnati dall’alba anche in numerose perquisizioni – hanno anche sequestrato sette società con sede in Calabria, Puglia, Emilia-Romagna e Lazio (una anche all’estero). Sono le proprietarie, per un valore di diversi milioni di euro, di macchine da gioco e videoslot sequestrate in circa 200 locali pubblici sparsi in tutta Italia. Di queste macchinette ne sono state sequestrate più di 2 mila 500.

Ma ciò che colpisce è il colossale giro d’affari calcolato dagli inquirenti: si parla di quasi seicento milioni di euro l’anno.

Ciò perché l’organizzazione non era solo un racket delle slot, ma gestiva una rete clandestina, ma altamente sofisticata, di giochi on line, con società all’estero, esperti informatici e software di altissimo livello, oltre a una rete intranet che collegava tutte le slot. Un’organizzazione high tech  incredibilmente efficiente che, appunto, faceva capo al clan di Nicolino Grande Aracri. Nella rete clandestina si entrava attraverso “giochi promozionali”: una gallina dalla uova d’oro, ma anche un’organizzazione estremamente complessa, che getta una luce diversa sulla potenza e l’articolazione internazionale della cosca di ‘ndrangheta che ha messo radici a Reggio.

Dei 19 arrestati, sei sono agli arresti domiciliari in provincia di Reggio Emilia, e in particolare nel distretto ceramico: Apostolos Nikolakakis e Antonio Glorio a Castellarano; Zeno Timpani, l’albanese Indrit Zeqiri, il cinese Yongli Zhang e Rocco Guida a Casalgrande: i primi quattro ai domiciliari, mentre Guida è sottoposto all’obbligo di dimora. Stessa misura anche per Michelangelo Scarano residente a Castelfranco Emilia, oltre che per il modenese Christian Fontana, 41 anni. I carabinieri del comando provinciale reggiano, che hanno eseguito le misure cautelari a Castellarano e Casalgrande, hanno anche effettuato perquisizioni in bar e sale giochi di Reggio e provincia, senza procedere a sequestri.

Questa indagine è  l’ennesima conferma del livello di penetrazione nel territorio emiliano della cosca Grande Aracri, che a questo punto non è più solo cutrese, ma cutrese-reggiana.

Nel procedimento è indagato anche il boss Nicolino Grande Aracri, attualmente detenuto a Opera.

L’operazione è stata eseguita al termine di anni di indagini coordinate dalla Procura distrettuale antimafia di Potenza, che ha chiesto e ottenuto dal gip distrettuale le ordinanze di custodia e i sequestri. L’inchiesta, denominata “‘ndrangames”, aveva preso le mosse dalle indagini avviate dalla Dda lucana nel maggio 2012, e che avevano portato a un coordinamento con Bologna e Catanzaro.

Gli inquirenti sono così risaliti a un’alleanza affaristica stipula tra il clan Martorano-Stefanutti di Potenza col clan Grande Aracri, mirata soprattutto a gestire e a incassare notevoli risorse finanziarie dalla raccolta delle scommesse on line attraverso slot di nuova generazione collegate in rete a siti esteri.

Ciò avveniva attraverso una “struttura di tipo piramidale” che attraverso piattaforme web illegali, situate all’estero e create ad hoc da esperti informativi, provvedeva a diffondere e gestire il gioco on line senza alcuna autorizzazione dell’Aams (Monopoli di Stato), eludendo i controlli e gli obblighi fiscali attraverso  l’istallazione sulle macchine elettroniche  di alcuni “giochi promozionali”, le cui vincite avrebbero dovuto tradursi in voucher spendibili in beni e servizi.

Questo escamotage era solo la facciata esterna, che permetteva l’accesso al gioco, di una incredibile rete di sistemi informatici condivisi attraverso collegamenti intranet criptati per evitare qualsiasi tipo di intrusione (in particolare della polizia). Alla rete virtuale della cosca facevano capo programmi e software di gestione di società di cluod computing con sede in Grecia, Olanda e Stati Uniti.

L’organizzazione controllava circa 3 mila macchine del tipo totem/kioski e New slot distribuite in Piemonte, Liguria, Lombardia, Friuli, toscana , Emilia-Romagna, Umbria, Lazio, Marche, Sardegna, Campania, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.

Di questi apparecchi ne sono stati sequestrati ben 2 mila 500: gli inquirenti hanno calcolato in via induttiva guadagni illeciti per la cifra stratosferica di 593 milioni 125 mila euro all’anno. A ciò va aggiunta la capacità dell’organizzazione di dotarsi di canali per la ripulitura del denaro sporco. Spesso venivano utilizzati prestanome per mimetizzare i soldi, e alcune operazioni sospette sono state segnalate all’Unità di Informazione Finanziaria di Bankitalia.

GLI ARRESTATI

Di seguito l’elenco delle persone sottoposte a misure  cautelari: sono tute accusate di associazione per delinquere transnazionale aggravata e di raccolta dei proventi illciti del gioco illegale on line attraverso strumenti informatici e telematici per fatti commessi a Potenza, Matera, Reggio Emilia, Crotone tra il 2012 e  il 2015.

I nomi di due arrestati sono ancora coperti.

1- Donato Lorusso, 44 anni, residente a Potenza (in carcere)

2- Antonio Civello, 50anni, nato Usa residente a Campofelice Roccella (Palermo) agli arresti domiciliari.

3 – Omissis

4-  Apostolos Nikolakakis, n. Petilia Policastro, 63 anni, residente a Castellarano agli arresti domiciliari

5- Francesco Mauro, nato e residente  a Petilia Policastro, 54 anni, arresti domiciliari;

6 – Salvatore Gerace, nato a Cutro, 48 anni, residente a Botricello di Cosenza, arresti domiciliari;

7 – Omissis;

8 – Zeno Timpani, nato a Cinqufrondi (Rc), 31 anni, residente a Casalgrande (arresti domiciliari), arrestato in Calabria;

9 – Antonio Glorio, nato a San Felice a Centello (caserta), 26 anni, residente a Castellarano , agli arresti domiciliari

10 – Indrit Zeqiri, albanese, 23 anni, residente a Casalgrande agli arresti domiciliari;

11 – Yongli Zhang, cittadino cinese di 38 anni residente a Casalgrande (arresti domiciliari)

12 – Salvatore De Lorenzi, nato e residente a Racale (Lecce),  50 anni, agli  arresti domiciliari;

13 – Giuseppe Arcieri , nato e residente a Potenza , 44 anni, obbligo di dimora;

14 – omissis

15 – Michelangelo Scarano, di Rosarno, 60 anni, residente a Castelfranco Emilia;

16 – Rocco Guida , di Cinquefrondi, 36 anni, residente a Casalgrande, obbligo di dimora

17 – Fabrizio Spoto nato a Capaci, Palermo, 48 anni, residente a Carini, obbligo di dimora;

18 – Christian Fontana, nato e residente a Modena, 41 anni, obbligo di dimora;

19 – Giancarlo Bergamotta , nato a Bari, 45 anni, residente a Policoro (Matera), obbligo di dimora.

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