Parmigiano Reggiano, terremoto politico. Vincono i Caseifici liberi, sconfitte le centrali coop, estromesso il presidente Bezzi

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di Gabriele Corsi

30/03/2017 – Una tempesta perfetta, che La Voce, in qualche modo, aveva anticipata. Una svolta storica la votazione che si è svolta ieri per la presidenza della sezione reggiana del Consorzio del Parmigiano Reggiano.
Per la prima volta dopo 84 anni, da quanto esiste il Consorzio del Parmigiano Reggiano, si sono presentate al voto per il rinnovo dei nove membri da eleggere due liste. E per la prima volta quella in alternativa a quella istituzionale, che non a caso si è ribattezzata dei “Caseifici liberi”, ha vinto e battuto quella dell’attuale presidente, Alessandro Bezzi, che si avvia quindi ad uscire di scena dopo solo un anno e qualche mese di gestione, succeduto a Giuseppe Alai.

I nuovi eletti
L’assemblea della sezione provinciale è composta dai Ivan Magliani (latteria sociale Garfagnolo di Castelnovo ne’ Monti), Enrico Bruno Mori (latteria sociale Nuova 2000 di Cavriago), Pier Antonio Pelosi (latteria sociale Moderna di Bibbiano), Lorenzo Pinetti (latteria sociale Agricoltori di Roncocesi), Roberto Rondini (caseificio sociale Castellazzo di Campagnola Emilia), Ugo Scalabrini (società agricola Antica Fattoria-Caseificio Scalabrini di Ghiardo di Bibbiano e vice presidente del Consorzio Bibbiano la Culla), Renato Torricelli (latteria sociale di Roncadella), Alberto Viappiani (caseificio Colline di Selvapiana e Canossa, con sede nell’omonima località) e Vincenzo Zanichelli (latteria sociale San Bartolomeo di Poviglio).
I nove consiglieri reggiani compongono ora il nuovo Consiglio della sezione provinciale, che si è immediatamente riunito e – in vista della ratifica del prossimo 5 aprile, nel corso dell’assembla generale – ha eletto come presidente Lorenzo Pinetti.
54 anni, imprenditore agricolo, Pinetti è presidente della latteria sociale Agricoltori di Roncocesi, struttura che negli impianti di Roncocesi e Massenzatico produce annualmente circa 25.000 forme.

Il nuovo direttivo della sezione reggiana del Parmigiano Reggiano. al centro il neo presidente Pinetti

Il programma
Nel suo intervento in Assemblea, a nome di tutti i candidati consiglieri risultati poi eletti, Pinetti ha tra l’altro sottolineato, fra le priorità di lavoro del Consorzio, un ulteriore impegno sulle esportazioni, con l’obiettivo di giungere al 50% di una quota di export che oggi si colloca al 38%, una maggiore integrazione fra tutti gli operatori del comparto per rafforzare l’efficacia delle azioni che accomunano il lavoro di allevatori, caseifici, confezionatori, operatori commerciali ed esportatori e, ancora, un deciso sostegno alle vendite dirette negli oltre 200 punti vendita di cui dispongono i caseifici, puntando a quota 500.000 forme.
Pinetti ha anche evidenziato l’obiettivo di una sempre maggiore coesione all’interno di un sistema in cui tutte le componenti (cooperativa, industriale, artigianale, aziende agricole con caseifici) hanno un solo obiettivo: promuovere e tutelare un prodotto che assicura reddito a quasi 350 caseifici e a oltre 3.000 allevatori.

Politica in subbuglio
La votazione è di per sè storica, per la presenza di due liste contrapposte. Ma anche per le conseguenze politiche a cui rimanda. Nella nuova sezione reggiana (che con Parma di fatto permette di avere i numeri per eleggere il nuovo presidente rendendo superflui i voti delle altre sezioni di Bologna, Modena e Mantova) sono ricomprese tutti le componenti associative storiche, ma i loro rappresentanti hanno agito da “liberi” elettori: non solo hanno creato una seconda lista, ma hanno convinto la maggior parte dei caseifici che hanno partecipato al voto (è finita  78 a 69) sulla opportunità di cambiare l’attuale gestione.
Un segnale politico di rottura evidente: oltre all’attuale presidente che è stato bocciato dalle urne, nella lista sconfitta erano presenti Matteo Caramaschi, Giorgio Gatellani, Marcello Chiesi, Paolo Croci, Matteo salati, Stefano Simonazzi, Giuseppe Simonazzi e Giuseppe Zanichelli. Tutti nomi con stretti legami con le associazioni (basti pensare che Caramaschi è presidente provinciale di Confcooperative). Il Consorzio del Parmigiano Reggiano è quindi sfuggito al controllo delle centrali associative ed è per questo che, nei corridoi, ora si teme un effetto domino a danno dei livelli intermedi e centrali che non hanno saputo interpretare il desiderio di cambiamento portato avanti dagli agricoltori stessi, che si sono quindi autogestiti.

Bertinelli in pole
Il primo passo di questa rivoluzione silenziosa, che ha radici che qualcuno fa risalire alla sbrigativa rimozione di Giuseppe Alai, sarà la nomina del nuovo presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano. La lista premiata a Reggio appoggia la candidatura di Nicola Bertinelli, imprenditore agricolo di Parma che è quindi destinato ad essere il nuovo presidente del Consorzio.
A La Voce risulta che fino all’ultimo si è provato a cercare un accorso tra le componenti per evitare la drammatica conta. Anche l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli avrebbe tentato una mediazione. Inutile.
Uno dei temi che più hanno acceso questa “campagna elettorale” tra gli agricoltori chiamati a decidere il futuro del Consorzio del Parmigiano Reggiano è stato il rapporto con il mondo del Grana Padano e il suo consorzio. Alla posizione di Bezzi è risultata fatale l’ipotesi di collaborazione con il Consorzio di tutela del formaggio nemico storico del Parmigiano Reggiano. Una collaborazione istituzionale, come lo stesso bezzi ha poi avuto modo di precisare. Ma tanti è bastato per far partire il tam tan dei sospetti. Che si è alimentato nel corso dei faccia  a faccia  a cui Bezzi e Bertinelli hanno partecipato nelle ultime settimane per incontrare – anche questo fatto mai accaduto prima – gli agricoltori chiamati al voto e che è terminato nella cena che si sè svolta al ristorante Kida di Reggio in cui si sono gettate le base della lista alternativa a quella di Bezzi. Una lista che, con il voto di ieri, ha confermato la sua ostilità nei confronti dei padanisti.

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