I nipotini di Graziano Mesina volevano rapire la salma di Enzo Ferrari. Arresti tra Parma e Reggio

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28/3/2017 – Una rete criminale basata in Sardegna, in particolare a Orgosolo, ma con forti ramificazioni in Emilia – a Parma e nel reggiano – e in Veneto è stata sgominata dai Carabinieri di Cagliari e di altre città del Nord. All’alba, su ordine della Direzione distrettuale Antimafia della Sardegna, i militari hanno eseguito l’arresto con la custodia in carcere, gli arresti domiciliari, l’obbligo di dimora e la denuncia a piede libero a carico di ben 45 persone, ritenute – a vario titolo – responsabili di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e di armi da guerra e comuni nonché estorsioni e reati contro il patrimonio. E’ la banda che nel 2015 progettò il rapimento a scopo di estorsione della salma di Enzo Ferrari, il mitico Drake, tumulata nel cimitero di Modena.

Antonio Mereu
Giovanni Antonio Mereu

Le armi venivano trafugate da un deposito dell’Esercito di Padova, dove vengono concentrate le armi da rottamare: il giro coinvolgeva un noto perito balistico padovano, Renato Bazzan, oltre a un militare dell’Esercito e a un impiegato civile della Difesa.

Indagini e arresti hanno coinvolto Reggio Emilia: Antonino Modafferi, 37 anni, residente a Parma è stato raggiunto dal provvedimento restrittivo nel carcere di Reggio Emilia dove era detenuto per altra causa; Marco Arzu, di 33 anni, è finito agli arresti domiciliari a Casalgrande, dove vive anche se risulta residente a Montefiorino. Invece obbligo di dimora a Gattatico, dove risiede, per Antonio Giordano di 52 anni.

Arrestato dai Carabinieri reggiani, inoltre, il figlio  di 24 anni di Giordano, trovato in possesso di una pistola Beretta m34 con caricatore e 5 cartucce cal.9, illegalmente detenuta.

L’indagine, di straordinaria portata, è un filone non secondario di quella che portò alla scoperto di un vasto giro di traffici di droga che coinvolgeva in posizione di primo piano anche il celebre ergastolano Graziano Mesina, condannato a 30 anni l’anno scorso con la revoca della grazia. Filone – comunque collegato a Mesina e ai suoi sodali – centrato sulle attività illecite nel campo del traffico di droga e di armi  riconducibili a Giovanni Antonio Mereu, di Orgosolo ma da anni trapiantato in val d’Enza a Traversetolo, tra Parma e Reggio.

Graziano Mesina

Le indagini a carico di Mereu  hanno avuto origine da alcuni espliciti riferimenti alla sua figura fatti da Franco Piras e Vincenzo Sini, personaggi legati appunto a Graziano Mesina. Nel corso delle indagini emersero precisi riferimenti ad una partita di droga di un certo “Gianni” che non era stata pagata dalla persona alla quale Piras l’aveva ceduta. Da qui emergeva l’esistenza di un vasto traffico di droga gestito appunto da tale “Gianni”, nel quale erano coinvolti, oltre agli stessi Vincenzo Sini e Franco Piras, soggetti destinatari delle misure eseguite questa mattina .

Durante l’attività, riferiscono i Carabinieri,  sono state raccolte le prove che hanno permesso di individuare i responsabili di un traffico di:

  • stupefacenti (ottobre 2009 – 260 gr. di cocaina; aprile 2010 – 250 gr. di cocaina; luglio 2010 – kg. 3,5 di cocaina; settembre 2010 – una piantagione di marijuana; ottobre 2010 – una piantagione di marijuana; gennaio 2011 – 250 gr. di cocaina; marzo 2012 – kg. 2,750 di marijuana);

  • armi, alcune delle quali già oggetto di importanti sequestri effettuate dall’Arma nella Provincia di Nuoro e Sassari alcuni dei quali avvenuti in data antecedente all’inizio dell’indagine (maggio 2007 – 6 fucili mitragliatori; novembre 2008 – 9 pistole; aprile 2010 – una pistola; marzo 2012 – 10 pistole, 31 dicembre 2011 – una pistola) gli investigatori hanno proceduto a ricostruire minuziosamente il percorso delle armi che, in così gran numero, dovevano avere necessariamente un canale di approvvigionamento ben consolidato.

Le attività hanno provato che l’epicentro del sodalizio si trovava ad Orgosolo con ramificazioni nel nord Italia ed in particolare a Parma, Reggio Emilia, Modena, Lodi, Grosseto, Mantova e soprattutto Padova. iprotagonisti sono un gruppo di pregiudicati barbaricini stabilitisi da tempo, per ragioni di lavoro, in Emilia Romagna che non hanno mai interrotto i rapporti con i sodali residenti sull’isola.

Nella circostanza, i Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno accertato che la figura di spicco dell’organizzazione era appunto Giovanni Antonio MEREU, orgolese di 47 anni, da anni trapiantato nel parmense, che aveva allacciato stabili legami con personaggi della criminalità calabrese – per quanto attiene il traffico di stupefacenti – e con trafficanti di armi operanti tra il Veneto, la Lombardia e l’Emilia-Romagna.

Il principale canale di approvvigionamento delle armi del MEREU arrivava tramite un noto e stimato armaiolo/perito balistico che a sua volta, sfruttando la sua professionalità e le sue conoscenze, era riuscito a attivare un ininterrotto canale di approvvigionamento di armi da una struttura dell’Esercito Italiano, grazie alla complicità di un militare dell’Esercito ed un impiegati civile del Ministero della Difesa. Il sistema criminale era incentrato sulle procedure di rottamazione delle armi del 15° Ce.Ri.Mat. (Centro Rifornimenti e Manutenzione) dell’Esercito Italiano di stanza a Padova. L’armaiolo/perito balistico Renato BAZZAN e suo figlio Willy, il primo capo squadra del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco di Padova ed il secondo Vigile del Fuoco “discontinuo” (con chiamata a tempo determinato), attraverso il luogotenente Giuseppe MATTEI ed il dipendente Paolo PARIS, entrambi in servizio al al 15° Ce.Ri.Mat., trafugavano armi intere e/o parti di esse che poi venivano consegnate al BAZZAN Renato. Questi a sua volta le rendeva clandestine modificandogli la matricola (per le armi intere) mentre con le parti di armi – assemblandole – ne creava di nuove. Successivamente le armi venivano cedute anche al MEREU che a sua volta le immetteva nel mercato clandestino sardo e calabrese. Infatti, le armi venivano utilizzate anche quale corrispettivo per il pagamento di partite di droga acquistate dalla Ndrangheta calabrese ed inviate per lo smercio in Sardegna.

L’orgolese, grazie ai suoi stretti rapporti con esponenti della criminalità organizzata calabrese, tra i quali Francesco RIILLO detto Franco, originario di Isola Capo Rizzuto (Crotone) ed Antonino MODAFFERI originario di Reggio Calabria, ma trapiantati il primo a Viadana  ed il secondo a Parma  – entrambi coinvolti anche in indagini della Procura Distrettuale Antimafia di Bologna e Reggio Calabria, è stato in grado di fornire ingenti quantità di droga al mercato sardo.

Per capire l’importanza del canale di approvvigionamento basti pensare che la prima fornitura del MEREU ad un suo sodale di Orgosolo è stato di 27 kg di cocaina nell’arco di un mese.

Il drake Enzo Ferrari
Il drake Enzo Ferrari

Oltre che agli stupefacenti e alle armi, l’organizzazione anche a reati contro il patrimonio in genere nonché estorsioni. La versatilità della banda è dimostrata in modo emblematico dal progetto, con il conseguente tentativo di furto a scopo di estorsione, della salma di Enzo FERRARI, sepolta nel cimitero di Modena, posta in essere tra l’inverno e la primavera del 2015. Il furto della salma, per il quale erano stati fatti alcuni sopralluoghi dai malviventi, concordate le modalità di custodia e la gestione dei contatti con i famigliari, veniva impedita tramite mirati servizi preventivi indirizzati e coordinati dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Nuoro e predisposti dalla Compagnia di Modena.

Tra i tanti progetti criminali anche quelli inerenti l’organizzazione e la realizzazione di rapine a portavalori, istituti di credito ed attività commerciali. In tale contesto nel dicembre 2013 è stato tratto in arresto da personale di questo Nucleo Investigativo e della Compagnia Carabinieri di Viadana un pericoloso latitante: Severino SATTA, 39enne residente a Lula. Il ricercato è stato sorpreso e tratto in arresto all’interno di un appartamento di Viadana pianificava, con altri due pregiudicati di ordine sarda, una rapina a mano armata. L’obiettivo dei malviventi era, ragionevolmente, un furgone portavalori o il caveau di un istituto di vigilanza privata.

Nel complesso la Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari ha richiesto ed ottenuto:

l’applicazione della misura cautelare dell’arresto in carcere per:

  1. MEREU Giovanni Antonio, 47enne, residente a Traversetolo (PR);

  2. MUSINA Pasquale, 40enne, residente a Orgosolo (NU);

  3. MEREU Antonio, 27enne, residente a Orgosolo (NU);

  4. MEREU Antonello, 26enne, residente a Orgosolo (NU);

  5. SUCCU Giovanni, 49enne, residente a Villanova Sull’Arda (PC);

  6. PIPERE Antonio Francesco, 51enne, residente a Orgosolo (NU);

  7. MEREU Antonio Francesco, 54enne, residente a Orgosolo (NU);

  8. RIILLO Francesco, 46enne, domiciliato a Viadana (MN);

  9. MATTEI Giuseppe, 56enne, residente a Cadoneghe (PD) ;

  10. PARIS Paolo, 52enne, residente a Stanghella (PD);

  11. BAZZAN Renato, 58enne, residente a Conselve (PD) ;

  12. BAZZAN Willy, 29enne, residente a Conselve (PD);

  13. AGRESTI Cesare, 65enne, a Traversetolo (PR);

  14. AGRESTI Stefano, 31enne, a Traversetolo (PR);

  15. CIANCIOTTO Emanuele, 52enne, residente a Fonni (NU);

  16. LUTZU Antonello, 52enne, residente a Mamoiada (NU);

  17. LUTZU Graziano, 26enne, residente a Nuoro(NU);

  18. MODAFFERI Antonino, 37enne, residente a Parma (PR);

  19. MARINI Velio Tomaso, 52enne, residente a Basilicanova (PR);

l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari per:

  1. MULAS Giulio Cesare, 45enne, residente a Tertenia (NU);

  2. PUDDA Agostino, 66enne, residente a Montechiarugolo (PR);

  3. ARZU Marco, 33enne, residente a Montefiorino (MO);

  4. MEZZA Roberto, 50enne, residente a Fombio (LO);

l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora per:

  1. BALTOLU Lucio, 56enne, residente a Olbia (SS);

  2. PIREDDA Andrea, 58enne, residente a Nulvi (NU);

  3. PULIGHEDDU Peppino, 52eenne, residente a Orgosolo (NU);

  4. TUSHA Gentijan, 35enne, Albanese ;

  5. FRIIO Gaetano, 51enne, residente a Viadana (MN);

  6. SERRA Giampiero, 55enne, residente Sogliano al Rubicone (FC);

  7. GIORDANO Antonio, 52enne, residente a Gattatico (RE);

  8. NIEDDU Costantino, 63enne, residente a Volterra (PI);

  9. CARBONI Luca detto Gadone, 46enne, residente a Orani (NU);

  10. SARI Edoardo, 74enne, residente a Graffignana (LO);

  11. CANU Luciano, 75enne, residente a Parma.

non destinatari di misura cautelare – ma denunciati e coinvolti a pieno titolo nell’indagine – (a mente dell’art. 297 c.p.p. comma III) solo perché i fatti, attualmente in contestazione, erano già noti all’A.G. allorquando è stata emessa la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti Graziano MESINA e altri 29:

MUSINA Giovanni Antonio, 42eenne, residente ad Orgosolo (detenuto);

SINI Vincenzo; 49enne, residente ad Orgosolo (detenuto);

DEVIAS Salvatore, 44eenne, residente ad Orgosolo (detenuto);

PIRAS Francesco, 61eeenne, residente ad Orgosolo (detenuto);

a piede libero:

SCANO Vittorio, 43eenne, residente a Nuoro;

MAZONI Danilo,44eenne, residente a Ovodda (Nu);

BRAU Enrico, 46eenne, residente a Nuoro;

SOLITTO Massimo, 54eenne, residente a Conselve (PD);

PALADINI Raffaele, 52eenne, residente a Saunara (PD)

GIORDANO Rosario, 26eenne, residente a Gattatico (RE);

GIORDANO Ruggero Piero, 23eenne, residente a Gattatico (RE).

 

 

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