Portarifiuti come corner di “erba”: così si spaccia in zona stazione

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20/03/2017 – I clandestini e i richiedenti asilo costituiscono la nuova carne da cannone dei pusher che controllano lo spaccio di droga al minuto a Reggio Emilia. E’ la ragione per cui le forze dell’ordine sono tornate a controllare in forze la zona stazione (ma sinora nessuna traccia di una pattuglia fissa) dove sostano regolarmente una trentina di immigrati nullafacenti, e solo considerando lo spiazzo tra il bar e la biglietteria. Ciò spiega anche perchè, nonostante tanti sforzi encomiabili, è come voler svuotare una pentola d’acqua con un ditale.

 

Troppi africani che non lavorano o – come i richiedenti asilo – non possono nemmeno lavorare, troppa gente irregolare che continua a riversarsi a Reggio come nelle altre città del Nord: è una situazione apparentemente senza sbocchi.

Via Turri
Via Turri

E a conferma che i nullafacenti (clandestini o richiedenti asilo che siano) abbiano trovato un modo per sbarcare illegalmente il lunario, soccorre il fatto che l’altra sera – nel corso di un controllo straordinario e sulla base delle indicazioni fornite dai cittadini –  i Carabinieri hanno rinvenuto una decina grammi di marijuana, suddivisa in dodici dosi nascoste nei contenitori per i rifiuti nella zona di via Sani. E quanto sono arrivati i militari, tre giovani se la sono data a gambe.

Sempre nella zona di piazzale Marconi, nel corso di un’operazione con personale in borghese  disposta dal comandante provinciale colonnello Buda.

Non è una novità l’uso dei portarifiuti per lo spaccio di piccole dosi, la novità piuttosto è l’uso massiccio di questo sistema, a conferma che i venditori al dettaglio di droghe leggere sono sempre di più. E probabilmente ciascuno ha il proprio cestino di riferimento, nel quale il cliente va a raccattare la dose dopo aver pagato il fornitore che intanto sorveglia poco distante.

Sempre nella zona di piazzale Marconi, nel corso di un’operazione con personale in borghese  disposta dal comandante provinciale colonnello Buda, i carabinieri hanno fermato il marcchino clandestino Mehdi Orch di 22 anni: aveva una quindicina di grammi di hascisc suddivisi in cinque dosi e quindi pronte allo spaccio. E’ stato denunciato alla Procura e sarà espulso.

I militari hanno effettuato centinaia di controlli su persone, auto, case e locali, non solo alla ricerca di irregolari ma anche per contrastare la prostituzione delle ragazze cinesi che ricevono, spesso tenute come prigioniere, negli appartamenti della zona trasformati in mini-bordelli.

Scovate, fra l’altro diverse situazioni irregolari negli affitti: alcuni stranieri non sono stati in grado di fornire gli estremi dei contratti di locazione.

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