Cronaca

Comitato Gavassa Quartieri Sicuri, in duecento all’assemblea

Comitato Gavassa _ La Voce di Reggio Emilia

Il Comitato Gavassa Quartieri Sicuri  ha accolto duecento persone alla seconda assemblea pubblica , organizzata lunedì sera nella palestra della frazione.

Un’ottima adesione da parte della comunità locale, che in maniera entusiasta ha adottato il modello del “Controllo di Vicinato” a partire dallo scorso agosto, durante una prima riunione indetta per coordinare le prime attività. Presenti lunedì anche il sindaco Luca Vecchi, l’assessore alla sicurezza Natalia Maramotti, il comandante della polizia municipale Stefano Poma e il maresciallo dei carabinieri Olindo Varrata.

Le adesioni si sono riunite in un gruppo di messaggistica istantanea Whatsapp appositamente creato dai quattro referenti del Comitato per tenersi in contatto fra i residenti, in modo da segnalare prontamente quando a Gavassa avviene un furto oppure un atto di vandalismo.

Ed è proprio dall’incuria di alcuni abitanti che è nata la proposta di partecipare a un programma di collaborazione con le forze dell’ordine. «L’idea è partita dagli atti di vandalismo che ci siamo stancati di subire, e per i furti ormai all’ordine del giorno – spiega Ezio Siligardi, uno dei responsabili del Comitato – La situazione è diventata insostenibile a tal punto da muovere i cittadini ad agire, dando la propria disponibilità per impegnarsi attivamente affinchè il progetto partisse con il piede giusto. Come ex Presidente della società sportiva locale, ora sono in pensione e ho molto tempo da dedicare, pertanto ora sono uno dei quattro referenti del Comitato.

Abbiamo promosso una prima assemblea pubblica ai primi di agosto, stilando un elenco di attività da completare in collaborazione con l’amministrazione. Ieri sera duecento persone hanno partecipato alla riunione, e questo è un segnale molto positivo. Abbiamo invitato tutti a partecipare alla chat di Whatsapp, per iscriversi occorre compilare l’apposito modulo che noi provvediamo a inoltrare alle forze dell’ordine. Controlliamo personalmente ogni utente che desidera interagire all’interno del gruppo, basti pensare che di circa settanta iscritti solo sei o sette sono quelli che io non conosco personalmente.

La compilazione del modulo è necessaria per verificare l’identità degli aderenti». Non tutte le segnalazioni saranno tuttavia mandate agli agenti: «Svolgiamo anche un’attività di filtro nei confronti delle comunicazioni – continua Siligardi – Il passo successivo sarà frequentare un corso con il Comandante Poma per comprendere quando mandare gli avvisi della chat Whatsapp in base ai criteri di utilità».

Il referente conclude elogiando il modello, che fino ad oggi ha prodotto ottimi risultati in termini di prevenzione: «Questo gruppo ci ha permesso di entrare in relazione gli uni con gli altri in maniera del tutto proficua. Se il mio vicino di casa non è a Gavassa per qualche giorno, è mia cura vigilare la sua abitazione affinchè i malviventi non si avvicinino. Allo stesso modo, quando io sarò fuori Reggio, sarò più tranquillo nel sapere che qualcuno sorveglia i miei ben

Fe. Pra.

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