Politica

Pizzarotti tende la mano a Reggio : “Ma sui rifiuti siete ancora timidi”

«L’Emilia dev’essere un’opportunità, un territorio da amministrare confrontandosi», dice Federico Pizzarotti, a prescindere dal colore politico degli attori istituzionali. Il sindaco di Parma – arrivato a FestaReggio per un faccia a faccia col collega reggiano Luca Vecchi – rilancia il progetto di un’area vasta a tre, da Piacenza a Reggio passando per Parma.

Nelle ultime settimane Pizzarotti è stato ospite delle feste democratiche di Milano e Pesaro. Ed è stato invitato anche alla kermesse nazionale dei Democratici a Imola. A conferma che in casa dem si guarda con interesse al “fenomeno” Pizzarotti che, dopo l’addio a Grillo, col suo esperimento civico “Effetto Parma” è riuscito a infliggere una nuova e pesante sconfitta elettorale al Pd della città ducale.

Milano, Pesaro, Reggio, poi l’appuntamento nazionale di Imola. Sindaco Pizzarotti, ormai lei è di casa alle feste del Pd…

Il primo invito, se non ricordo male, risale al 2012, proprio alla Festa di Reggio. In questi cinque anni ho ricevuto centinaia d’inviti all’anno. Cerco di andare dove posso. Le feste del Pd fanno più notizia mentre i convegni di carattere culturale o sociale vengono meno notati. In realtà dove c’è un dibattito interessante, che abbraccia le istituzioni locali, vado sempre volentieri .

Non negherà che nel Pd c’è attenzione nei suoi confronti. Dopo l’esito delle amministrative, il governatore Bonaccini ha detto che con lei, a Parma, il partito avrebbe fatto bene a confrontarsi. Che si sarebbe potuto creare un laboratorio…

Guardi, lavoro bene con tanti sindaci. Quando si lavora su temi concreti è difficile avere polemiche da giornale o da consiglio comunale. Abbiamo lavorato bene e non avendo costruito il Pd cittadino di Parma qualcosa di particolarmente positivo, evidentemente hanno apprezzato più il mio lavoro che quello di altri. Noi adesso abbiamo un’identità civica molto chiara, vedremo quale sarà il futuro in termini di relazioni con le altre città.

Tutti questi inviti alle feste del Pd sono forse il segnale di un ammiccamento in vista del 2018?

Sicuramente, come ho già detto, non sarò impegnato in alcun ruolo sui temi nazionali nel 2018. Abbiamo tenuto una linea chiara che ci ha premiato e continueremo a dialogare con tutti. Penso che essere costruttivi sia più importante che guardare il colore dell’altra parte. Lavoro bene col sindaco di Reggio. Devo conoscere il nuovo primo cittadino di Piacenza che è del centrodestra. Mi confronto con tutti.

Quali sono le  sfide sull’asse della via Emilia?

L’Emilia dev’essere un’opportunità e un territorio da amministrare confrontandosi. Non vedo di buon occhio il fatto che il concetto di area vasta, se così si puo’ chiamare dopo il referendum dello scorso dicembre, sia rimasto latente nelle relazioni che si stanno costruendo a livello di Camere di Commercio, turistico e altro. Non sono d’accordo con la scelta di Modena di andare verso Bologna. Io avrei tenuto insieme un’Emilia unica, da Piacenza a Modena.

Vede dei margini per un ripensamento da parte di Modena? Muzzarelli non ha mai aperto a questo orizzonte. Ribadisco, io credo che si sia persa l’opportunità di vedere l’Emilia unita, la Romagna unita e Bologna, che è città metropolitana, fare da perno. E’ la conferma che è più difficile ragionare in termini di area che di singoli.

Ci stiamo confrontando, nell’ottica di un’area unica, su temi infrastrutturali, commerciali e industriali. La Camera di Commercio è già a tre con Reggio. Sugli aspetti turistici ci stiamo già confrontando a tre. Le questioni che proiettano i nostri territori in un’ottica strategica è opportuno che vengano discussi insieme.

Ad esempio? Penso alle grandi infrastrutture della mobilità. L’aeroporto di Parma e la stazione Mediopadana di Reggio vanno viste come due infrastrutture del territorio e non delle singole città. Aggiungo un’altra cosa.

Prego.

Questa è una sfida soprattutto concettuale e di ragionamento. Un po’ per campanilismi storici legati ai nostri territori, un po’ per una logica suddivisa per province, la sfida più impegnativa è quella culturale perché le istituzioni già lavorano insieme, mentre ai cittadini è più difficile far capire che è meglio fare squadra che essere in competizione.

A proposito d’infrastrutture, l’assessore comunale alla Mobilità, Mirko Tutino ha accusato la Regione d’essersi dimenticata della Mediopadana… Non conosco la problematica che espone l’assessore Tutino. Bisogna capire se c’è stata un’attenzione verso altre stazioni. Se è così, mi trova d’accordo. Se l’attenzione non c’è stata per nessuno, c’è stata equidistanza.

Tutino veramente sostiene che la stazione dell’Alta Velocità ha svariate volte i passeggeri dell’aeroporto di Parma su cui l’attenzione della Regione è stata eccessiva . . . Tante volte Tutino fa delle corse in avanti. Gli aeroporti hanno bisogno d’investimenti e sostegni. La stazione Mediopadana rientra all’interno di un intervento che ha battezzato lì anche risorse economiche. Il parallelo dev’essere omogeneo. Se la Regione dà risorse per altre stazioni, si può fare un discorso di paragone. Se invece s’inizia ad accostare le mele con le pere solo ottenere risorse, si rischia di scendere in un campo controproducente.

Anche gli Industriali reggiani chiedono, pero’, una regia d’area vasta…

A settembre parteciperò alla loro assemblea. Una scelta che dimostra la volontà di entrare in relazione, di lavorare insieme, l’attenzione a condividere informazioni su cio’ che avviene negli atri territori perché altrimenti si rimane alle frasi fatte. Se ognuno promuovesse il territorio, oltre che la città, come fanno all’estero, avremmo tutti un vantaggio complessivo.

Sindaco Pizzarotti, come la mettiamo con la polemica sui rifiuti, esplosa in campagna elettorale? Sono troppi quelli che arrivano all’inceneritore di Parma da Reggio?

Da una parte c’è un patto non rispettato del Pd provinciale di Parma che, nel 2012, aveva vincolato l’impianto ai soli rifiuti di Parma. Nel frattempo è cambiata la competenza, passata in ambito regionale. E questo si sapeva. Reggio ha spento il suo vecchio inceneritore ed era evidente che da qualche parte avrebbe mandato i rifiuti. Noi per tanti anni li abbiamo mandati a Reggio, non trovo scandaloso che ora vengano da noi. E’ una logica compensativa e sta nell’ottica di un’area a tre tra noi, Piacenza e Reggio.

Pero ’?

Bisognerebbe lavorare di più per far sì che tutte le città, per lo meno quelle grandi, abbiano risultati paragonabili in termini di raccolta differenziata. Lo sforzo, per ottenere certi obiettivi che abbiamo dimostrato essere raggiungibili, dev’essere corale. Fino a oggi Reggio è stata timida nelle scelte, adesso ho visto che è passata al porta a porta dappertutto mantenendo ancora il cassonetto stradale che limita fortemente l’aumento della raccolta differenziata. Stessa cosa Piacenza, nella passata legislatura è stata timida. Vedremo che cosa farà adesso.

Parliamo di Iren, alle ultime amministrative Genova e Piacenza sono passate al centrodestra. Con visioni politiche differenti, su quali punti troverete un’intesa voi sindaci? Non ho ancora avuto modo di conoscere i sindaci di Genova e Piacenza. Iren è un’azienda quotata su cui le pressioni dei territori e della politica, che a volte sono un bene e a volte un male, sono meno pesanti rispetto al passato. Nel 2012 ero io l’unico sindaco non espressione del Partito democratico. Ora il Pd è in minoranza. Il panorama è cambiato e servirà trovare intese se ci sarà una discordanza d’obiettivi rispetto all’azienda.

di Vanina Cocchi 

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