Politica

Caro sindaco: «Ecco perché questa città fa paura»

caro sindaco - La Voce Di Reggio Emilia

La Voce di Reggio ospita la lettera aperta che una cittadina reggiana, Sonia Rota, ha deciso di scrivere al sindaco Luca Vecchi dopo aver letto il suo appello a restare umani. Quello della signora Rota è un grido di dolore che fotografa uno spaccato di Reggio così com’è, «nudo» per usare le parole della senatrice Mussini.

Caro sindaco, sono una cittadina reggiana e ho contribuito per 35 anni della mia vita personale e professionale a realizzare una società solidale e inclusiva, ho fatto e faccio parte della “rete amplissima che si è rimboccata le maniche”di cui si vanta nel suo appello, cercando di incarnare ideali e valori condivisi con la maggioranza dei miei concittadini. Frequento persone, che aiuto e dalle quali vengo aiutata, senza distinguere italiani da stranieri e neppure i forti dai fragili perché, come ha detto lei, la vita ci offre la possibilità di sperimentarci in entrambi i modi, ma faccio una grande differenza tra onesti e disonesti. Leggendo il suo appello sono rimasta stupefatta e anche molto infastidita. Tra le tante cose mi ha colpita il concetto dei deboli come fonte di paura: il lungo elenco di soggetti fragili che vedo non corrisponde affatto nella mia esperienza degli ultimi anni a chi incute paura ai reggiani che vivono in zone ben definite e sempre più estese della città nelle quali, evidentemente, nonostante i miei diversi inviti, lei e chi come lei è asserragliato in zone residenziali protette e sempre più limitate, non transita mai e, oggi ne sono convinta, ignora di proposito. Vorrei spiegarle chi e cosa veramente mi fa paura.”

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